Il marmo è una risorsa – Cosa pensa Francesco Canali della pietra naturale

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Francesco Canali, Direttore dei Cantieri della Fabbrica del Duomo di Milano, parla del marmo come un’importante risorsa per i grandi progetti della collettività che hanno attraversato i secoli, come le cattedrali europee, di cui il Duomo di Milano è uno degli esempi più significativi.

“Il Duomo di Milano, spiega, è rivestito di marmo di Candoglia, dal livello della strada al livello delle coperture, ed è costruito in marmo, dal livello della coperture alla sommità delle guglie, fino alla sommità della Guglia Maggiore, che raggiunge i 108 metri di altezza, dove è collocata la statua della Madonnina.”

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Il marmo che riveste il Duomo di Milano, la cui costruzione è cominciata nel 1387, è il marmo di Candoglia, una marmo purissimo, una carbonato di calcio, arrivato a Milano in barca dalla val d’Ossola. La sua bellezza, grazie alle venature, che sono ancora più belle nelle giornate di pioggia, deriva dalle intrusioni nella matrice marmorea. Le intrusioni, insieme alle legature, lo rendono bellissimo ma al tempo stesso ne causano il deterioramento. Infatti, i materiali ferrosi si ossidano, aumentano di volume, e schiantano dall’interno i blocchi di marmo.

La Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

Per questo, la Veneranda Fabbrica del Duomo non ha mai smesso di lavorare, dai tempi della prima costruzione. Il Duomo di Milano, di fatto, è una sorta di relitto medievale vivente, che ha bisogno di continua manutenzione. Nel linguaggio popolare a Milano, infatti, “la fabbrica del Duomo” indica un’opera dai tempi molto lunghi, che sembra non finire mai.

“Il marmo, dunque, conclude Canali, è una grande risorsa della collettività, e nel corso dei secoli ha ispirato opere meravigliose. Essendo un materiale che si può lavorare molto bene, può assumere moltissime forme, e ha una texture straordinaria, con infinite fantasie nel disegno. Certamente, richiede molta manutenzione, ma bisogna pensare che, di fatto, il Duomo è come una montagna, trasportata dall’imbocco della val d’Ossola, smontata e infine rimontata nel centro di Milano.”

Fonte: www.designdiffusion.com