Le esportazioni portoghesi di pietra naturale hanno raggiunto un totale di 224,6 milioni di euro nel primo semestre del 2026 (da gennaio a giugno), registrando un calo tendenziale del 5,56% in valore e del 4,21% in quantità (821 mila tonnellate), secondo i dati dell’INE. Il prezzo medio del prodotto esportato è sceso dell’1,40%, a 274 euro per tonnellata, e il settore ha esportato verso 109 paesi nel corso del semestre.
L’analisi mese per mese mostra un semestre segnato da marcate oscillazioni. Dopo un calo tendenziale del 9,84% a gennaio, il ritmo di contrazione si è attenuato in modo costante fino ad aprile, mese che si è chiuso con una flessione di appena il 2,25%, il miglior risultato dell’anno fino a quel momento. Maggio ha interrotto bruscamente questo miglioramento: le esportazioni del mese hanno totalizzato 38,4 milioni di euro, un calo del 13,24%, il più accentuato del semestre. Giugno ha portato la svolta: con 40,5 milioni di euro esportati, il mese ha registrato una crescita tendenziale del 3,90% – l’unico mese positivo del semestre – che ha permesso di frenare l’aggravarsi del calo accumulato, che aveva raggiunto il 7,41% a maggio e ha chiuso il semestre al 5,56%.
Analisi per mercato di destinazione
I mercati intracomunitari mantengono la quota maggiore del valore esportato, il 54,5% del totale (122,4 milioni di euro), mentre i mercati extracomunitari rappresentano il restante 45,5% (102,1 milioni di euro). Entrambi gli aggregati arretrano rispetto al 2025, ma in modo disuguale: l’Unione Europea si contrae del 7,14%, quasi il doppio del calo extracomunitario (-3,59%). Il blocco EFTA è quello che si avvicina di più alla stabilità (-0,90%), mentre OPEC (-38,36%) e PALOP (-53,93%) mantengono pesi residuali sul totale esportato e registrano i cali più pronunciati. La Francia si conferma la principale destinazione delle esportazioni nazionali, con il 20,9% del totale (46,9 milioni di euro), ma continua a essere il mercato principale con la maggiore contrazione in valore (-16,49%, 9,3 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). La Cina consolida il secondo posto con 32,3 milioni di euro e una crescita dell’8,03%, seguita da vicino dalla Spagna al terzo posto con 31,6 milioni di euro (+11,06%). Insieme, i tre principali mercati rappresentano circa la metà (49,4%) delle esportazioni nazionali. Tra gli altri mercati principali, spicca la crescita dell’India (+51,63%, il maggior incremento tendenziale tra le prime 15 destinazioni), seguita dal Regno Unito (+13,75%) e da Spagna e Belgio, entrambe oltre il 10%. Al contrario, gli Stati Uniti sono arretrati del 17,60% e l’Arabia Saudita del 18,21%, con la Danimarca che registra il calo maggiore tra i primi 15 mercati (-27,27%). Tra i mercati di minore entità, si evidenziano le crescite di Canada (+162,55%), Israele (+99,39%), Federazione Russa (+76,88%) e Vietnam (+61,58%), pur partendo da basi ridotte; il Kuwait è stato il caso più penalizzato, con un calo del 60,73%.
Analisi per tipo di pietra e segmento
Il calcare si conferma la famiglia di pietra dominante, rappresentando il 28,0% del valore totale esportato (62,8 milioni di euro), seguito da vicino dal granito (26,9%, 60,5 milioni di euro) e dal marmo (22,2%, 49,8 milioni di euro). Porfidi e basalti (4,2%) e ardesia (1,6%) completano il paniere, insieme a una componente non disaggregata (17,1%), corrispondente a codici doganali che non consentono l’identificazione diretta del tipo di pietra. Nell’analisi per segmento, la lavorazione rimane nettamente dominante nella catena del valore, rappresentando il 69,7% del valore esportato, contro il 30,3% dell’estrazione — una proporzione stabile rispetto ai mesi precedenti, che conferma il posizionamento della filiera nazionale nella creazione di valore aggiunto.
Un semestre a due velocità
Il primo semestre del 2026 è stato caratterizzato da due momenti distinti: un progressivo miglioramento tra gennaio e aprile, bruscamente interrotto a maggio, e una ripresa a giugno che frena, sebbene non inverta, il calo accumulato. Il quadro del semestre non είναι uniformemente negativo: la valorizzazione del prodotto esportato rimane globalmente stabile, il settore ha mantenuto un’ampia base di 109 paesi di destinazione, e mercati come India, Regno Unito, Canada o Israele continuano a registrare crescite significative. Resta da vedere se giugno segnerà l’inizio di una ripresa sostenuta o se sia stato un mese positivo isolato. Una lettura che solo i prossimi bollettini potranno confermare.


































