All’ombra delle cave di marmo: Carrara ospita l’Annual Meeting 2026 delle Città Creative UNESCO

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Nel cuore del distretto marmifero più celebre al mondo, dove la tradizione estrattiva e la maestria scultorea incontrano la contemporaneità, si è tenuto l’Annual Meeting 2026 delle Città Creative UNESCO italiane. Ad accogliere le delegazioni politiche e tecniche delle 16 città della rete è stata la città del marmo, protagonista di un importante momento di confronto pubblico incentrato sul tema prescelto dal Coordinamento nazionale: “Creative Identity: comunità creative al centro”.

L’evento è stato inserito all’interno del palinsesto di C/Art, il festival della creatività di Carrara. Una scelta strategica che ha permesso ai partecipanti di vivere in prima persona l’ecosistema artistico e produttivo apuano, basato sulla sinergia tra materia prima lapidea, botteghe artigiane, innovazione e sviluppo urbano.

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Un dibattito di alto livello: la creatività come motore “curativo” e di prossimità

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali della sindaca Serena Arrighi e dell’assessora alla Cultura Gea Dazzi, seguiti dagli interventi di due tra i massimi esperti del settore: Franco Bianchini (Fondazione Fitzcarraldo) e Lucio Argano (Università Cattolica del Sacro Cuore).

L’analisi degli esperti ha evidenziato come la creatività non debba essere intesa solo in chiave performativa o di mero spettacolo, ma come uno strumento curativo e di rigenerazione urbana, capace di valorizzare le marginalità e radicare le competenze all’interno della comunità.

«L’idea di inserire l’Annual meeting dentro C/Art ha consentito di ragionare in modo fattivo sulle strategie per rafforzare l’identità propria di una città creativa», ha spiegato l’assessora Gea Dazzi. «Abbiamo imparato che la creatività si misura attraverso un approccio di prossimità, dove il patrimonio e il “saper fare” vengono resi leggibili per lanciare infrastrutture permanenti e un’alfabetizzazione al bello.»

Verso la Roadmap 2027: mettere in rete il “saper fare” italiano

Dall’incontro di Carrara è emersa una proposta operativa di grande rilevanza per la valorizzazione delle eccellenze territoriali: la definizione di una roadmap comune per la stagione 2027.

Messa a punto dal tavolo tecnico delle Città Creative presenti, l’iniziativa mira a costruire una rete integrata degli eventi identitari nazionali sotto un brand unico. L’obiettivo è promuovere un turismo culturale e industriale di rete, capace di raccontare le identità autentiche legate ai distretti produttivi e artigianali del Paese — con il marmo e la pietra naturale in prima fila.

«Con C/Art abbiamo dimostrato che un festival può diventare una piattaforma permanente di dialogo tra artisti, artigiani, comunità e città», ha dichiarato Maura Crudeli, Focal Point di Carrara Città Creativa UNESCO. «Da Carrara parte un percorso nuovo, fondato sulla collaborazione e non sulla competizione: ogni città mantiene la propria identità ma diventa parte di una visione comune per trasformare la cultura in un motore di crescita, innovazione e sviluppo sostenibile.»

L’impatto per il settore lapideo

Per gli operatori e i professionisti della filiera del marmo e della pietra naturale, il meeting UNESCO di Carrara ribadisce un messaggio chiave: il valore del materiale lapideo oggi risiede sempre più nel legame inscindibile tra risorsa naturale, patrimonio culturale e capacità d’innovazione.

Trarre forza dalla propria identità storica e manifatturiera permette alle città del marmo di posizionarsi non solo come centri estrattivi o di trasformazione, ma come veri e propri laboratori internazionali di creatività, design e rigenerazione sostenibile.

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