Commercio del Marmo: Prime variazioni nei flussi verso il Golfo Persico – Cosa indicano i dati di marzo

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I primi segnali di cambiamento nei flussi commerciali delle pietre naturali verso il Medio Oriente stanno emergendo dopo l’inizio del conflitto con epicentro in Iran alla fine di febbraio 2026.

Le statistiche ufficiali pubblicate da China e Turkey per marzo 2026 mostrano forti variazioni nelle esportazioni di marmo lavorato verso i principali mercati del Golfo rispetto a febbraio 2026.

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La tempistica di questi cambiamenti assume particolare rilievo, poiché l’area del Golfo rappresenta uno dei principali poli mondiali per la domanda di pietre naturali e materiali da costruzione di fascia premium.

Il Golfo resta un mercato strategico

Secondo i dati del 2025, Saudi Arabia, gli United Arab Emirates e l’Iraq hanno assorbito complessivamente il 20,44% del valore e il 22,73% del volume totale delle esportazioni turche di marmo lavorato.

Per quanto riguarda la Cina, Saudi Arabia, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar hanno rappresentato il 21,81% del valore totale e il 26,2% del volume totale delle esportazioni cinesi di marmo lavorato.

Questi dati confermano che qualsiasi variazione significativa in tali mercati assume immediatamente una rilevanza internazionale per il settore.

Forte calo delle esportazioni turche

La variazione più evidente riguarda le esportazioni della Turchia verso i Paesi del Golfo tra febbraio e marzo 2026.

Secondo i dati ufficiali:

  • Saudi Arabia: valore esportazioni -63,23%, volume -62,00%
  • United Arab Emirates: valore -77,40%, volume -84,54%
  • Qatar: valore -79,74%, volume -74,81%
  • Kuwait: valore -82,19%, volume -82,89%
  • Iraq: valore -41,55%, volume -39,94%
  • Bahrain e Oman: esportazioni azzerate a marzo rispetto a febbraio.

L’entità della flessione difficilmente può essere interpretata come una semplice oscillazione mensile del mercato.

Secondo operatori del settore, i principali fattori potrebbero includere l’aumento dell’incertezza geopolitica, una maggiore cautela nei nuovi ordini, l’incremento dei costi assicurativi e possibili ritardi nella logistica e nei trasporti marittimi.

La Cina mostra maggiore volatilità nei flussi commerciali

I dati cinesi presentano un quadro più eterogeneo, con differenze significative tra i vari mercati, anche se emergono forti pressioni su diverse destinazioni chiave.

In particolare:

  • Saudi Arabia: valore -52,05%, volume -50,69%
  • United Arab Emirates: valore -71,64%, volume -76,31%
  • Kuwait: valore -99,37%, volume -98,34%
  • Bahrain: valore -92,75%, volume -94,52%

Allo stesso tempo, mercati come Iraq e Oman hanno registrato forti aumenti del prezzo medio per tonnellata. Tuttavia, tali variazioni sembrano essere collegate soprattutto a spedizioni limitate o a consegne isolate ad alto valore, piuttosto che a un cambiamento strutturale della domanda.

Nel complesso, i dati sembrano riflettere una crescente instabilità e discontinuità nei flussi commerciali regionali.

Il mercato mostra incertezza, non collasso

Nonostante l’intensità delle variazioni, i dati disponibili non consentono ancora di parlare di un collasso strutturale del mercato mediorientale delle pietre naturali.

Essi indicano però una fase di maggiore rischio geopolitico e commerciale, legata principalmente a:

  • incertezza nei trasporti marittimi nel Golfo Persico,
  • aumento del rischio assicurativo,
  • ritardi logistici,
  • modifiche nella pianificazione dei progetti,
  • e maggiore prudenza da parte di importatori e gruppi edilizi.

Particolare attenzione viene attribuita al fatto che queste variazioni si registrano contemporaneamente in diversi Paesi del Golfo, coinvolgendo differenti esportatori e manifestandosi subito dopo l’inizio della crisi.

Decisivi i dati del secondo trimestre 2026

Sarà soprattutto l’andamento del secondo trimestre del 2026 a chiarire se si tratti di una reazione temporanea del mercato o dell’inizio di una più ampia riorganizzazione dei flussi commerciali regionali.

Se la stessa tendenza dovesse proseguire nei prossimi mesi, il settore internazionale delle pietre naturali potrebbe trovarsi di fronte a una nuova realtà geopolitica in uno dei più importanti mercati premium del mondo.

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