Alla 60ª edizione di Marmomac, il Padiglione 10 di Veronafiere si è confermato uno degli spazi principali in cui la pietra naturale è stata presentata oltre la sua dimensione strettamente commerciale e produttiva. Sotto la nuova filosofia unitaria “THE BEDROCK – Leading the Future of Natural Stone”, lo spazio ha ospitato dal 22 al 25 settembre un ampio programma di mostre, installazioni architettoniche, premi, conferenze e attività formative.
Curato dall’architetto Giorgio Canale, il nuovo format del Padiglione 10 è stato concepito come punto d’incontro tra architettura, design, ricerca e industria. Secondo Marmomac, THE BEDROCK inaugura una nuova fase del programma culturale e sperimentale della manifestazione, presentando la pietra naturale non soltanto come materiale da costruzione, ma anche come strumento di progettazione, espressione culturale e campo di ricerca sulle prospettive future del settore.
Al centro di questa impostazione si è collocato PANTHEON, l’installazione realizzata per celebrare i 60 anni di Marmomac. Quindici colonne monumentali, ciascuna composta da quattro diverse lastre di pietra, hanno riunito 60 superfici provenienti da differenti aree del mondo, in un diretto richiamo ai sei decenni della manifestazione. L’installazione è stata concepita come un paesaggio architettonico attraverso il quale i visitatori potevano confrontarsi con differenti texture, colori, riflessi e identità geologiche all’interno di una composizione unitaria.
Le mostre tra pietra e design contemporaneo
Attorno a PANTHEON si è sviluppato un insieme di mostre tematiche e progetti di ricerca dedicati a differenti modalità di utilizzo e interpretazione della pietra naturale.
“ON STONE – Learning from Lessinia”, curata dall’architetto e critico Joseph Grima, ha approfondito il rapporto tra pietra, tradizione locale, sostenibilità e approcci contemporanei al materiale. Il progetto ha inoltre analizzato come la ricerca e le nuove tecnologie possano contribuire alla riduzione degli scarti e alla valorizzazione dei residui derivanti dall’attività estrattiva e dalla lavorazione della pietra.
Giuseppe Fallacara ha presentato “C’era una volta il ‘cielo’ dell’architettura – New research on vaulted lithic space”, un progetto di ricerca dedicato alle strutture voltate in pietra e alla possibilità di reinterpretare principi dell’architettura storica attraverso tecniche e metodi progettuali contemporanei. La ricerca accademica è stata accompagnata da una forte presenza architettonica e scultorea nello spazio espositivo.
“Marble Interiors”, curata da Davide Fabio Colaci, ha presentato dieci progetti contemporanei di interior architecture, esplorando le modalità con cui il marmo e altre pietre naturali vengono integrate negli spazi contemporanei.
“Carisma Materico”, curata dal designer Raffaello Galiotto, ha invece presentato quattro grandi installazioni dedicate al rapporto tra lavorazione digitale, precisione meccanica e capacità espressiva della pietra. Il progetto ha esplorato il dialogo tra dimensione strutturale e decorativa, precisione, peso ed espressività materica.
Nell’area Stone Next, “La Casa di Pietra” ha presentato progetti sperimentali sviluppati in collaborazione con l’Università di Pisa e l’Associazione Le Donne del Marmo, dedicati a nuove applicazioni della pietra attraverso l’industrial design.
The Bedrock Forum al centro del programma istituzionale
Il The Bedrock Forum ha rappresentato il palcoscenico centrale per alcuni degli appuntamenti istituzionali più importanti della 60ª edizione. Qui si è svolta il 22 settembre la cerimonia ufficiale di apertura di Marmomac, insieme a presentazioni, premiazioni e incontri internazionali dedicati ai professionisti e alle organizzazioni del settore della pietra naturale.
Il programma ha incluso anche i Masters of Stone Awards e altre iniziative dedicate al rapporto tra Marmomac, la storia della pietra, la competenza tecnica e l’industria internazionale.
Particolare attenzione è stata riservata al nuovo International Award for Sustainable Excellence, istituito in collaborazione con l’Università di Verona. Il riconoscimento ha posto l’accento sulla sostenibilità, sull’uso responsabile delle risorse e sulle pratiche in grado di contribuire all’evoluzione responsabile dell’industria della pietra naturale.
Il Padiglione 10 ha inoltre ospitato il Pinnacle Tribute del Natural Stone Institute, insieme a presentazioni dedicate a organizzazioni e iniziative internazionali, tra cui il programma Turkish Stone dell’Istanbul Mineral Exporters Association.
Da Carlo Ratti alla Marmomac Academy
La formazione e la condivisione delle conoscenze hanno costituito un altro elemento centrale del programma del Padiglione 10. La Marmomac Academy ha riunito architetti, designer, ricercatori e professionisti del settore in una serie di conferenze e sessioni dedicate al rapporto tra pietra naturale, architettura contemporanea, tecnologia e conservazione dei materiali.
Il programma si è aperto con la Lectio Magistralis di Carlo Ratti, dal titolo “From Material to Code: Digital Fabrication and the Future of Making”, dedicata al rapporto tra materia, progettazione digitale e nuovi approcci alla produzione.
Il programma ha incluso inoltre “ON STONE – Learning from Lessinia”, presentato da Joseph Grima, mentre Giuseppe Fallacara ha approfondito le nuove possibilità legate alle strutture litiche voltate. Altri appuntamenti hanno affrontato temi quali l’utilizzo della pietra naturale come mezzo per sviluppare progetti capaci di suscitare una risposta emotiva, in collaborazione con Aria Stone Gallery, oltre agli approcci contemporanei alla conservazione delle qualità estetiche della pietra.
La presentazione “From Quarry to Construction Site”, dedicata alla Sardegna, ha portato al centro del dibattito il futuro dell’attività estrattiva, la sostenibilità e la formazione nelle realtà estrattive locali, collegando così architettura e design al punto di origine della filiera della pietra naturale.
Uno spazio in cui la pietra è stata presentata come materia e patrimonio culturale
La struttura del Padiglione 10 alla 60ª edizione di Marmomac ha riflesso una direzione più ampia della manifestazione: collegare la pietra naturale all’intero ecosistema che ne sta definendo il futuro, dall’attività estrattiva e dalle tecnologie di lavorazione fino all’architettura, al design, alla ricerca accademica e alla sostenibilità.
Attraverso THE BEDROCK, mostre e installazioni non sono state concepite come progetti culturali isolati, ma come differenti punti di partenza per esplorare la materia e il suo ruolo in evoluzione. PANTHEON ha collegato simbolicamente i sei decenni di Marmomac alla diversità internazionale della pietra naturale, mentre i progetti curati da Grima, Fallacara, Colaci e Galiotto hanno esplorato nuove possibilità per il materiale nell’architettura e nel design.
Nel contesto della sua 60ª edizione, il Padiglione 10 ha quindi rappresentato uno spazio in cui la pietra naturale è stata presentata contemporaneamente come materia, tecnologia, oggetto di ricerca, linguaggio architettonico ed espressione culturale, evidenziando la più ampia volontà di Marmomac di mettere in dialogo tradizione, innovazione e nuovi approcci alla produzione e alla progettazione.


































