Nasce il Parco Sottomarino dell’Argentario: il marmo di Carrara a difesa dei fondali e della Posidonia

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L’arte contemporanea si fa custode del mare. Si sono concluse con successo le operazioni tecniche di immersione di cinque grandi sculture in marmo di Carrara, che hanno dato ufficialmente vita al nuovo Parco Sottomarino dell’Argentario. Il progetto, promosso dall’associazione “Casa dei Pesci” insieme al Comune di Monte Argentario e sostenuto da Miramis, unisce creatività, sostenibilità ambientale e turismo responsabile in un’unica infrastruttura culturale sottomarina.

Le cinque opere monumentali, realizzate da artisti internazionali, erano state precedentemente esposte a terra a partire dal 12 giugno in Piazza dei Rioni a Porto Santo Stefano, permettendo alla cittadinanza e ai visitatori di ammirarle da vicino. Successivamente, sono state calate a circa dieci metri di profondità nelle acque comprese tra Porto Ercole e Porto Santo Stefano.

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L’obiettivo dell’intervento non è solo estetico, ma fortemente ecologico. Le imponenti sculture in marmo fungeranno da barriere fisiche per contrastare la pesca a strascico illegale sotto costa, proteggendo così i fragili habitat marini. Accanto ai blocchi di pietra naturale, sono stati posizionati moduli bio-attrattivi e reef artificiali stampati in 3D (realizzati in collaborazione con D-Shape), oltre a speciali mattonelle pentagonali forate appositamente progettate per favorire la ricrescita della Posidonia oceanica e il ripopolamento della fauna ittica.

“La cosa più interessante di questo progetto è che le opere non resteranno mai uguali”, ha commentato Luigi Scotto, coordinatore del progetto per il Comune di Monte Argentario. “Il mare, il tempo e la Posidonia continueranno lentamente a trasformarle, facendole diventare parte integrante del fondale”.

Il marmo di Carrara dimostra così ancora una volta la sua straordinaria biocompatibilità: una materia nobile che torna alla natura per proteggerla, trasformando il fondale del Tirreno in un museo vivo a cielo aperto (anzi, sott’acqua) e tracciando una nuova rotta per la valorizzazione ambientale e culturale del territorio. L’intero viaggio del marmo, dalla cava al laboratorio fino al mare, è stato inoltre documentato nel film Beneath the Surface della regista Keti Stamo.

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