UE e Algeria al tavolo dell’arbitrato per le restrizioni commerciali – Sotto i riflettori i divieti su marmo e ceramica

Centrorochas banner ad
Assimagra banner ad
Eltrak banner ad

Con uno sviluppo dalle ampie implicazioni per il commercio europeo, l’Unione Europea ha avviato ufficialmente una procedura di arbitrato contro l’Algeria. La mossa giunge in risposta a una serie di rigide restrizioni agli investimenti e alle importazioni imposte dal Paese nordafricano, che colpiscono duramente diversi settori produttivi europei, tra cui spicca, come uno degli esempi più eclatanti, il divieto totale applicato ai prodotti in marmo e ceramica.

Secondo la nota ufficiale della Direzione Generale del Commercio della Commissione Europea, l’UE ha richiesto l’istituzione di un collegio arbitrale (arbitration panel). Questo passo rappresenta la successiva fase istituzionale nella procedura di risoluzione delle controversie, dato che le consultazioni bilaterali avviate nel giugno 2024 non hanno portato a una soluzione reciprocamente accettabile. La parte europea sostiene che le misure generalizzate dell’Algeria violino l’Accordo di Associazione UE-Algeria, in vigore dal 2005.

Saracakis banner ad
Natural Stone Institute banner ad

Il quadro delle restrizioni e il focus specifico sul marmo

Come chiarito dalla Commissione Europea, gli operatori economici dell’UE si trovano ad affrontare crescenti difficoltà a causa di una politica globale di sostituzione delle importazioni adottata dall’Algeria a partire dal 2021. Questo pacchetto di misure restrittive comprende:

  • Un sistema di licenze di importazione che funziona, di fatto, come un divieto per diversi prodotti.

  • Il divieto assoluto (total ban) specificamente sulle importazioni di prodotti in marmo e ceramica.

  • Tetti massimi alla proprietà straniera per le società che importano merci, insieme a gravosi requisiti burocratici di registrazione.

Sebbene l’UE rimanga il principale partner commerciale del Paese, queste restrizioni hanno portato a una costante contrazione delle esportazioni europee verso l’Algeria, che hanno registrato un calo del 31% nel decennio 2014-2024.

I prossimi passi dell’arbitrato

Con il ricorso a questa procedura, l’UE mira a ripristinare i diritti degli esportatori europei. In questo contesto, la parte europea ha già nominato il proprio arbitro, mentre l’Algeria è tenuta a nominare il secondo entro due mesi. Il terzo arbitro sarà scelto dal Consiglio di Associazione, e la decisione emessa da questo organo trimembro sarà legalmente vincolante per entrambe le parti. Nel frattempo, Bruxelles si dichiara pronta a una soluzione negoziata in qualsiasi momento.

Vale la pena notare che l’UE sta monitorando attentamente anche ulteriori ostacoli emersi di recente che colpiscono in modo specifico le imprese francesi.

L’impatto sul settore

Per l’industria del marmo e dei materiali lapidei e da costruzione, l’Algeria ha rappresentato tradizionalmente un mercato di rilievo nel bacino del Mediterraneo. Il divieto assoluto di importazione di questi materiali ha privato le aziende europee di una destinazione commerciale importante.

La reazione istituzionale dell’UE non riguarda una disputa settoriale isolata, bensì il tentativo di contrastare una più ampia politica protezionistica. Se l’arbitrato darà ragione a Bruxelles, la revoca delle restrizioni dovrebbe riaprire la strada al marmo e ai prodotti ceramici europei in un mercato rimasto chiuso negli ultimi anni.

Saracakis banner ad