L’economia cinese ha mantenuto un tasso di crescita positivo nel primo semestre del 2026 (PIL +4,7%), tuttavia la sua dinamica ha rallentato notevolmente nel secondo trimestre. Lo squilibrio tra una solida produzione industriale e una debole domanda interna — ulteriormente aggravata dalla prolungata crisi del settore immobiliare e dalle pressioni esterne dovute agli sviluppi geopolitici in Medio Oriente — sta ridefinendo la strategia del Paese nel commercio internazionale di pietre naturali.
1. La Crisi Immobiliare Frena la Domanda Interna
Secondo i dati del National Bureau of Statistics of China elaborati da Stonenews.eu, il settore immobiliare in Cina ha proseguito la sua flessione strutturale nel primo semestre del 2026:
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Superficie di Immobili in Costruzione: -12,05%
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Nuovi Cantieri (Floor Space Started): -22,50%
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Costruzioni Completate (Completed): -24,38%
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Vendite di Immobili Residenziali: -15,91%
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Investimenti Immobiliari: -15,23%
La drastica riduzione dei nuovi progetti e dei completamenti limita fortemente la capacità del mercato interno cinese di assorbire materiali edili e decorativi, costringendo le aziende locali a orientarsi in modo ancora più aggressivo verso l’esportazione.
2. Strategia di Esportazione Aggressiva: Maggiori Volumi a Prezzi Molto Più Bassi
Per Mantenere operativi gli impianti produttivi, le imprese cinesi hanno adottato una politica di prezzo aggressiva sui mercati internazionali:
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Esportazioni di Marmo Lavorato (I° Semestre 2026):
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Quantità: 527.998,50 tonnellate (+15,82% rispetto al I° semestre 2025, il livello più alto dal 2017).
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Valore: 454,35 milioni di dollari (-26,60%).
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Prezzo Medio per Tonnellata: 860,52 dollari (-36,63%), scendendo ai minimi degli ultimi dieci anni.
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Questo scenario si è fatto ancora più marcato nel secondo trimestre del 2026, quando il valore delle esportazioni di marmo lavorato è crollato del 53,46% e il prezzo medio per tonnellata è sceso del 44,54%. L’evoluzione è stata direttamente influenzata dalle interruzioni nei trasporti, nell’energia e nei flussi commerciali nel Golfo a seguito dell’escalation dei conflitti nell’area, con contrazioni verticali nei mercati del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), come l’Arabia Saudita.
3. Importazioni di Marmo Grezzo: Stabilizzazione su Livelli Bassi
Sul fronte delle importazioni di materia prima, il mercato cinese mostra segni di stabilizzazione su livelli inferiori rispetto ai massimi storici del 2018 (quando le importazioni semestrali superavano i 4,2 milioni di tonnellate).
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Importazioni di Marmo Grezzo (I° Semestre 2026):
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Quantità: 1.990.740 tonnellate (-0,97%).
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Valore: 569,93 milioni di dollari (+5,38%).
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Prezzo Medio per Tonnellata: 286,29 dollari (+6,41%).
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L’incremento del valore complessivo non è derivato da un aumento della domanda in termini di volume, bensì da una variazione del mix di materiali importati e dal rafforzamento di specifiche categorie di alta gamma.
4. Ristrutturazione dei Fornitori: L’Ascesa delle Nuove Forze
Il confronto dell’ultimo decennio (2016–2026) evidenzia un profondo riassestamento geografico dei Paesi fornitori di marmo grezzo verso la Cina:
| Gruppo di Fornitori | Quota Volume 2016 | Quota Volume 2026 | Quota Valore 2016 | Quota Valore 2026 |
| Turchia | 48,14% | 36,99% | 51,67% | 31,44% |
| Italia e Grecia | 11,85% | 18,36% | 13,61% | 31,44% |
| Fornitori Tradizionali di Flussi di Massa (Egitto, Iran, Spagna, Portogallo, Pakistan) | 34,10% | 11,30% | 28,80% | 6,60% |
| Fornitori Asiatici Emergenti (Basso Prezzo Medio) (Cambogia, India, Myanmar, Laos, Vietnam) | 1,00% | 16,20% | 1,00% | 9,30% |
| Origini Emergenti Diversificate (Namibia, Brasile, Croazia, Macedonia del Nord, Albania) | 0,80% | 11,50% | 1,20% | 15,80% |
Principali evidenze per Paese/Regione:
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Italia: Punta al predominio assoluto in termini di valore espresso. Nel primo semestre del 2026 ha detenuto il 24,56% del valore totale delle importazioni a fronte di appena l’11,41% dei volumi, con un prezzo medio arrivato a $616,17/tonnellata (+11,08% rispetto al 2023). Domina in modo schiacciante (86,01%) la fascia alta dei materiali superiori a $400/tonnellata.
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Turchia: Si conferma il principale fornitore in termini di volume (36,99%), controllando la fascia primaria di mercato tra $200 e $300/tonnellata.
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Grecia: Mostra un quadro di contrazione. Tra il 2023 e il 2026, i volumi importati sono diminuiti dell’8,07% e il prezzo medio è sceso del 17,95% (a $283,67/tonnellata). Rispetto al 2021 ($430/tonnellata), il prezzo medio del marmo greco in Cina è diminuito di quasi il 34%, erodendo il precedente vantaggio ad alto valore aggiunto.
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Nuovi Player Emergenti (Namibia, Cambogia, India, Croazia): Sono balzati complessivamente dall’1,11% dei volumi nel 2016 al 19,43% nel 2026. La Namibia (104 mila tonnellate) e la Cambogia (155 mila tonnellate) registrano quote rilevanti, un fenomeno spesso legato a investimenti diretti cinesi in cave e infrastrutture estere.
5. Gli Impatti dei Conflitti Regionali in Medio Oriente
Le ostilità in Medio Oriente e le strozzature logistiche attorno allo Stretto di Hormuz hanno condizionato pesantemente le importazioni dai Paesi del Golfo nel secondo trimestre del 2026:
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Le importazioni di marmo grezzo dall’Iran hanno registrato azzeramento dei flussi a giugno, segnando un crollo complessivo di ~91% nel Q2.
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Le importazioni dall’Oman si sono bloccate completamente ad aprile e maggio, subendo un calo del 94,7% nei volumi nel Q2.
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Le importazioni dagli Emirati Arabi Uniti sono diminuite di oltre il 70% nei mesi di maggio e giugno.
Conclusione
Il mercato cinese delle pietre naturali si sta trasformando da grande mercato di consumo interno a hub globale di lavorazione, trasformazione e riesportazione. Con l’attività immobiliare interna che rimane debole, gli importatori cinesi si muovono con estrema selettività: esercitano una forte pressione al ribasso sui prezzi delle materie prime, diversificano gli approvvigionamenti in nuovi Paesi e immettono imponenti volumi di prodotto finito sui mercati mondiali a prezzi fortemente competitivi, esportando la pressione di mercato a livello globale.


































