Di Vassilis Melfos, Professore presso il Dipartimento di Geologia dell’Università Aristotele di Salonicco (AUTH)
Il marmo è strettamente legato alle manifestazioni sociali, religiose ed economiche della vita greca fin dal periodo preistorico. Possedendo una profonda conoscenza delle sue proprietà fisiche e delle sue caratteristiche tecniche, gli antichi greci sono stati in grado di esprimere armonia e proporzione nell’architettura e nella scultura.
La parola “marmo” (μάρμαρο – marmaro) è greca. Compare già negli poemi omerici e deriva dal verbo “marmairo” (μαρμαίρω), che significa risplendere e brillare. Questa etimologia riflette la proprietà caratteristica del marmo di riflettere la luce attraverso i suoi cristalli di calcite, il minerale principale di cui è composto. Quando la luce colpisce le facce dei cristalli di calcite, si diffonde e si riflette, creando quel caratteristico splendore che ha affascinato artisti, architetti e scultori in ogni epoca.
Dal punto di vista geologico, il marmo è una roccia carbonatica metamorfica. Si forma quando i calcari o le dolomiti si trovano in condizioni di elevate pressioni e temperature all’interno della Terra. Durante questo processo, i sedimenti originali ricristallizzano trasformandosi in un compatto mosaico di cristalli. Il risultato è una roccia dotata di grande coesione, bassa porosità, elevata durabilità ed eccellenti proprietà di lavorabilità. Queste caratteristiche spiegano perché il marmo sia stato da sempre uno dei materiali più amati dell’architettura e della scultura.
La Grecia è un paese con estese affioramenti di marmo sobrio, essenziale e puro, offrendo un’abbondante materia prima. Un posto d’onore appartiene ai marmi bianchi, noti per la loro purezza, omogeneità e luminosità. Già dal Neolitico, gli abitanti dell’Egeo riconobbero le proprietà speciali di questa roccia bianca e la utilizzarono per la fabbricazione di gioielli, oggetti decorativi e figurine. Le ricerche archeometriche degli ultimi decenni hanno dimostrato che la principale fonte di materia prima erano le isole di Nasso e Paro, che si svilupparono in grandi centri di estrazione e lavorazione del marmo.
Durante l’Età del Bronzo compaiono i famosi idoli cicladici, creazioni di straordinaria estetica oggi considerate tra le opere più importanti dell’arte preistorica mondiale. Le loro forme essenziali, le linee pulite e l’armonia delle proporzioni dimostrano che già cinquemila anni fa gli artigiani dell’Egeo padroneggiavano ad alti livelli l’arte della scultura in marmo.
Il grande splendore del marmo greco giunse tuttavia durante il periodo Arcaico, Classico ed Ellenistico. Fu allora che il marmo si trasformò in un simbolo di perfezione artistica e armonia architettonica. Gli antichi architetti e scultori greci sfruttarono le sue proprietà per creare opere che continuano a suscitare ammirazione ancora oggi. Il Partenone sull’Acropoli di Atene, l’Erettei con le famose Cariatidi, i templi, i teatri e gli edifici pubblici dell’antichità furono costruiti con marmi di eccelsa qualità. Il marmo pentelico dell’Attica, il marmo pario — noto nell’antichità come “lychnites lithos” (pietra della lampada) — e il marmo bianco di Taso acquisirono fama in tutto il mondo allora conosciuto. Da “lychnites” furono scolpite alcune delle sculture più importanti del patrimonio culturale mondiale, come la Venere di Milo e la Vittoria alata di Samotracia.
La fama dei marmi greci non si limitò al territorio ellenico. Durante il periodo romano, le cave della Grecia rifornirono di materia prima l’intero Mediterraneo. I Romani, oltre ai marmi bianchi, apprezzarono particolarmente i marmi greci policromi provenienti da Caristo, Sciro, Mani, Chio e altre regioni. Questi materiali vennero impiegati per la decorazione di palazzi, terme, templi ed edifici pubblici a Roma e in molte province dell’impero. Questa tradizione continuò anche durante l’epoca bizantina, quando i marmi greci impreziosivano i monumenti di Costantinopoli, Salonicco, Venezia e altri importanti centri dell’epoca.
L’estrazione del marmo nell’antichità richiedeva una competenza tecnica straordinaria. I cavatori dell’antica Grecia conoscevano a fondo la struttura della roccia e sfruttavano le sue discontinuità e fratture naturali. Con l’ausilio di utensili in ferro e cunei, staccavano enormi blocchi che poi sagomavano sul posto. Il loro trasporto rappresentava un vero successo tecnologico, effettuato mediante complessi sistemi di rotolamento e, successivamente, con carri e navi. Le antiche cave di Paro, Nasso, Taso, Penteli, Imetto, Proconneso, Lesbo, Caristo, Larissa, Creta e molte altre regioni costituiscono oggi monumenti unici della tecnologia greca antica.
Uno dei campi più interessanti della moderna ricerca scientifica riguarda la determinazione della provenienza dei marmi utilizzati in opere d’arte e monumenti antichi. Conoscere l’origine di un marmo contribuisce a comprendere le reti commerciali dell’antichità, le conoscenze tecnologiche e a realizzare un corretto restauro dei monumenti. A questo scopo si utilizzano oggi metodi geologici e archeometrici avanzati. Tra i metodi più rilevanti figurano lo studio microscopico delle sezioni sottili, l’analisi di diffrazione dei raggi X (XRD) e le analisi degli isotopi stabili del carbonio e dell’ossigeno. Nessun metodo da solo è sufficiente per l’identificazione certa della provenienza di un marmo. Nell’ambito delle mie ricerche presso il Dipartimento di Geologia dell’AUTH, ho creato un vasto database che comprende le caratteristiche geologiche e geochimiche dei marmi della maggior parte dei centri estrattivi della Grecia, dell’Asia Minore e dell’Italia. Questo database, combinato con i metodi sopra menzionati, viene utilizzato per identificare la provenienza di reperti archeologici in marmo e contribuisce a comprendere le reti di distribuzione e l’uso del marmo nell’antichità.
Nell’era moderna, la Grecia continua a occupare una posizione di rilievo nel mercato internazionale del marmo. Le cave di Taso, Drama, Kavala, Vermio, Kozani, Magnesia, Mani, Paro, Nasso, Argo e molte altre aree producono marmo di altissima qualità che viene esportato in decine di paesi. Il marmo bianco candido greco impreziosisce templi e moschee, edifici pubblici, hotel, grattacieli e centri culturali in tutto il mondo, dall’Europa al Medio Oriente e all’Asia.
Il marmo greco è molto più di una semplice roccia o materiale da costruzione. Rappresenta un anello di congiunzione unico che collega la storia geologica della Grecia con la storia della civiltà umana. Si è formato attraverso complessi processi geologici durati milioni di anni e, nelle mani dell’uomo, è stato scolpito e trasformato in opere d’arte ineguagliabili. Le antiche cave della Grecia, insieme ai capolavori della scultura e ai monumenti realizzati in marmo greco, costituiscono un prezioso patrimonio culturale. La loro protezione e valorizzazione non è solo un dovere verso il nostro passato, ma anche una fondamentale eredità per le generazioni future.
































