Cina: scambi esteri danno vitalità a mercato globale

l settore del commercio estero cinese quest’anno ha fatto registrare risultati migliori del previsto di fronte alle avversità senza precedenti causate da COVID-19, causando ricadute positive e indispensabili sul commercio mondiale ancora in recessione.

“Il commercio estero totale della Cina e la sua quota nel mercato del commercio internazionale di quest’anno hanno entrambi raggiunto un massimo storico”, ha detto sabato 26 dicembre il ministero del Commercio, prevedendo che il valore combinato di esportazioni e importazioni per il 2020 raggiungerà circa 32.000 miliardi di yuan (circa 4.900 miliardi di dollari).

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All’inizio di ottobre, l’Organizzazione Mondiale del Commercio ha previsto, nelle sue stime riviste sugli scambi, che nel 2020 il commercio mondiale di merci diminuirà del 9,2%.

Gli osservatori di mercato hanno notato che la costante espansione del commercio estero cinese contribuirà a stabilizzare le aspettative del mercato internazionale, a ripristinare la filiera globale e a rafforzare la fiducia del mercato, mentre la pandemia continua a seminare caos nelle attività economiche globali.

L’epidemia ha inferto un duro colpo al commercio estero cinese. Secondo i dati dell’Amministrazione Generale delle Dogane, nei primi due mesi del 2020 il totale del commercio estero di beni è sceso del 9,6% anno su anno in termini di yuan, con le esportazioni in calo del 15,9% e le importazioni in calo del 2,4%.

Tuttavia, la tendenza al ribasso si è presto invertita a seguito dell’efficace contenimento di COVID-19 da parte del Paese nei mesi successivi, a indicazione della forte capacità di ripresa della filiera e della sua forza manifatturiera.

Ad aprile, le esportazioni di beni cinesi sono aumentate dell’8,2% rispetto all’anno precedente, facendo registrare il primo dato mensile di crescita positivo. A giugno, il commercio estero è aumentato del 5,1%, con una crescita positiva sia delle esportazioni che delle importazioni, rispettivamente del 4,3% e del 6,2%.

Questa solida dinamica di ripresa è stata sostenuta. I dati dell’Amministrazione Generale delle Dogane mostrano che nei primi 11 mesi del 2020, il commercio estero cinese di beni è stato pari a 29.040 miliardi di yuan, in crescita dell’1,8% anno su anno in termini di yuan e in un’accelerazione rispetto all’aumento dell’1,1% registrato nei primi 10 mesi dell’anno.

Anche se le statistiche di dicembre non sono ancora state presentate, il volume di container nei principali porti, un indicatore chiave che riflette l’andamento degli scambi, ha continuato a mostrare una tendenza positiva. Dall’11 al 20 dicembre, il volume di container negli otto porti principali è aumentato del 9,8% su base annua, dopo una crescita del 3,1% nei 10 giorni precedenti. In particolare, secondo la China Ports and Harbours Association, il volume di container per il commercio estero è aumentato dell’11,9% rispetto all’anno precedente, un incremento di 7 punti percentuali rispetto al periodo tra il 1° e il 10 dicembre.

Dietro la ripresa solida, sono emersi anche cambiamenti nei motori della crescita economica della Cina. Il commercio generale, che coinvolge catene di produzione più lunghe e riflette meglio la forza produttiva del Paese, è aumentato del 3,2% su base annua nel periodo di 11 mesi, prendendo una quota maggiore nel commercio totale delle merci.

Inoltre Li Xingqian, un funzionario del ministero del Commercio, ha detto che le esportazioni cinesi sono risalite lungo la catena del valore, osservando che i prodotti meccanici ed elettrici sono arrivati al 59,3% delle esportazioni totali del Paese nei primi 11 mesi. Durante il periodo, anche le esportazioni di prodotti ad alta tecnologia e ad alto valore aggiunto hanno registrato una forte crescita, con le esportazioni di circuiti integrati, computer e dispositivi medici aumentate rispettivamente del 14,8, del 10,7 e del 44,5%.

Grazie alle basi solide della ripresa del settore, la Cina ha importato di più da altri Paesi, contribuendo alla ripresa del commercio internazionale. Nonostante le restrizioni imposte per il contenimento dei virus, quest’anno al China International Import Expo è stato raggiunto un numero maggiore di accordi rispetto all’edizione dell’anno scorso, con intese preliminari a un anno per l’acquisto di beni e servizi arrivate a 72,62 miliardi di dollari, un aumento del 2,1% rispetto all’ultima fiera.

Secondo Li, la quota delle importazioni cinesi sul mercato internazionale è aumentata di 0,8 punti percentuali, apportando vitalità all’economia mondiale e alla cooperazione commerciale.

La Cina è diventata il più grande partner commerciale di oltre 120 Paesi e regioni. Secondo gli esperti il nuovo paradigma di sviluppo della “doppia circolazione”, che permette al mercato interno e a quello estero di rafforzarsi a vicenda, permetterà al Paese di sprigionare pienamente il suo potenziale di mercato e di creare una maggiore domanda per gli altri Paesi.

Il 23 dicembre la Cina ha annunciato che a partire dal 1° gennaio 2021 cambierà i dazi sulle importazioni di una serie di prodotti. Dazi provvisori sull’importazione inferiori a quelli per la nazione più favorita, saranno applicati a 883 prodotti, tra cui alcuni farmaci antitumorali e materie prime per il latte in polvere. Ulteriori riduzioni ai dazi saranno effettuate nell’ambito degli accordi di libero scambio che la Cina ha firmato separatamente con diversi Paesi e dell’accordo commerciale Asia-Pacifico.

“La Cina sta sostenendo il commercio all’interno della regione (asiatica)”, ha detto l’economista del WTO Coleman Nee, aggiungendo che “la domanda di importazioni della Cina sta sostenendo il commercio intra-regionale” e “sta aiutando a contribuire alla domanda globale”.

Fonte: ANSA.it