Parere sostanzialmente favorevole delle principali associazioni di categoria alla decisione dell’amministrazione di prorogare di due anni il termine per il raggiungimento del 50% della lavorazione in loco nella filiera del marmo. Cna, Confartigianato, Confindustria e Legacoop hanno espresso una posizione convergente nel corso dell’ultima audizione della commissione Marmo presieduta da Nicola Marchetti, sottolineando tuttavia la necessità di chiarimenti operativi, in particolare sul tema della tracciabilità.
All’incontro hanno partecipato Federica Guadagni, presidente della sezione lapideo di Confindustria, Manuela Paladini per Cna, Gabriele Mascardi per Confartigianato, Ivan Ferrucci per Legacoop e Anselmo Ricci della cooperativa Gioia. Per Confindustria era presente anche Paolo Baldini.
Nel suo intervento introduttivo, Guadagni ha espresso soddisfazione per l’accoglimento da parte dell’amministrazione delle osservazioni emerse nel tavolo di concertazione. «Analizzando i dati dell’osservatorio si nota tuttavia che alcune criticità rimangono», ha osservato. «Per questo riteniamo che l’allungamento di due anni rappresenti un atto di responsabilità e anche di buon senso».
Una valutazione simile è arrivata anche da Cna. «L’estensione dei tempi è positiva, soprattutto perché il settore si è trovato ad affrontare partenze e tempistiche diverse», ha spiegato Manuela Paladini. «Resta però un tema aperto: manca ancora una comunicazione strutturata dei dati tra cava e opificio. Sulla tracciabilità è fondamentale chiarire che molte imprese, almeno tra quelle che rappresentiamo, non hanno ancora compreso pienamente come adempiere agli obblighi previsti».
Anche negli interventi successivi di Confartigianato e Legacoop è stata accolta favorevolmente la proposta di proroga. «Siamo d’accordo sull’estensione di due anni», ha commentato Ivan Ferrucci per Legacoop. «Allo stesso tempo riteniamo che le questioni legate alla tracciabilità e all’organizzazione della filiera debbano essere approfondite con attenzione. Il contesto economico sta cambiando rispetto al passato, sia per fattori geopolitici sia per le trasformazioni del mercato, e questi elementi non sono secondari».
Sulla stessa linea Gabriele Mascardi di Confartigianato. «Ci allineiamo ai pareri favorevoli sulla proroga», ha affermato, evidenziando però la necessità di migliorare il livello di informazione per gli operatori. «Gli addetti del settore non sanno ancora con precisione come muoversi sul fronte della tracciabilità. Servono modalità più chiare che rendano certo e verificabile il percorso».
Il dibattito in commissione ha dunque confermato un orientamento condiviso sul rinvio dei termini per la filiera corta del marmo, accompagnato dalla richiesta di indicazioni più precise sugli strumenti e sulle procedure necessarie per garantire la tracciabilità lungo la catena produttiva. Le associazioni di categoria hanno sottolineato come questi aspetti operativi siano fondamentali per consentire alle imprese di adeguarsi alle nuove regole in modo efficace e uniforme.
































