Franchi Academy: il marmo di Carrara come campo di ricerca per l’architettura contemporanea

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Attraverso un programma formativo internazionale sviluppato in collaborazione con YACademy, Franchi Academy mette i giovani architetti a diretto contatto con il marmo di Carrara, collegando la conoscenza dei processi produttivi con le prospettive dell’architettura contemporanea, il design e la sostenibilità.

Negli ultimi tre anni, Franchi Academy ha sviluppato un percorso di formazione e scambio di conoscenze che pone il marmo di Carrara al centro del dialogo con alcune delle figure più autorevoli dell’architettura contemporanea. L’approccio considera la pietra naturale non soltanto come prodotto finito, ma come materiale caratterizzato da una specifica origine geologica, proprietà tecniche, una precisa filiera produttiva e un ampio ventaglio di possibili applicazioni.

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Un ruolo determinante nello sviluppo dell’iniziativa è svolto dalla collaborazione con YACademy, realtà formativa che mette in relazione giovani architetti, studi internazionali e aziende di eccellenza. La sinergia ha portato alla creazione di una piattaforma di ricerca applicata, nella quale la conoscenza del marmo, dalle cave alla lavorazione, si integra con le esigenze della progettazione architettonica contemporanea.

Attraverso corsi e workshop, i partecipanti entrano in contatto diretto con il materiale nei luoghi in cui viene estratto e trasformato. L’esperienza lungo la filiera produttiva consente di integrare nel processo progettuale aspetti quali le caratteristiche della pietra, le tecniche di lavorazione, le certificazioni e la sostenibilità.

Studi internazionali al centro del percorso formativo

La partecipazione di architetti provenienti da studi come Snøhetta, BIG, AMDL Circle, Zaha Hadid Architects, Herzog & de Meuron ed EMBT Miralles Tagliabue ha ampliato l’orizzonte delle attività della Academy. Tra i professionisti coinvolti figurano anche Giuseppe Zampieri e Claudio Silvestrin, che hanno contribuito al confronto sul rapporto tra marmo, architettura, paesaggio e design con approcci differenti.

Tra i workshop più significativi figura Carrara Community Quarry, guidato da Patrick Lüth di Snøhetta. Il percorso ha approfondito la relazione tra cava, paesaggio e comunità, esaminando come un sito estrattivo possa diventare il punto di partenza per una più ampia riflessione architettonica. Questa prospettiva richiama la filosofia progettuale dello studio, evidente anche nell’Opera di Oslo, dove il marmo bianco di Carrara riveste la copertura accessibile dell’edificio, trasformandola in uno spazio pubblico affacciato sul fiordo.

Un’altra prospettiva è stata sviluppata nel workshop From Quarries to Temples, con Giuseppe Zampieri, partner di David Chipperfield Architects Milan e direttore del master della Franchi Academy. Ai partecipanti è stato chiesto di immaginare la realizzazione di uno spazio di meditazione interreligiosa nel cuore delle cave di Ravalunga. L’esercitazione si è concentrata sui temi della proporzione, della permanenza e del rapporto tra architettura e contesto.

Giulio Rigoni di BIG – Bjarke Ingels Group ha introdotto un’ulteriore dimensione, approfondendo i legami tra marmo, scala urbana, narrazione ed esperienza collettiva. Attraverso il progetto Bucce, il marmo è stato interpretato come un materiale attivo, capace di creare nuove relazioni tra oggetti, spazi e racconto architettonico.

Nicholas Bewick di AMDL Circle ha invece partecipato al modulo Transcendence and Design, dedicato al rapporto tra marmo, design e spiritualità, con particolare attenzione agli oggetti rituali e al loro ruolo negli spazi sacri.

Il confronto con Bogdan Zaha di Zaha Hadid Architects e Olga Bolshanina di Herzog & de Meuron si è concentrato sulle relazioni tra architettura, moda, retail, design, texture dei materiali e percezione dello spazio. Benedetta Tagliabue di EMBT Miralles Tagliabue ha portato una prospettiva incentrata sul legame tra architettura, paesaggio, memoria dei luoghi e qualità sensoriali dei materiali.

Claudio Silvestrin, tra le voci riconoscibili del minimalismo internazionale, ha sottolineato il ruolo della pietra naturale come elemento essenziale della composizione architettonica, oltre la semplice funzione di rivestimento. Il suo approccio ha evidenziato la capacità del marmo di definire proporzioni, luce e percezione dello spazio, richiamando al contempo l’importanza della conoscenza e di un utilizzo consapevole del materiale.

Il Master in Spiritual Architecture e le nuove interpretazioni del marmo

L’avvio del Master in Spiritual Architecture nel 2025 ha rappresentato una tappa importante per Franchi Academy. Il programma ha posto il marmo di Carrara al centro di una riflessione internazionale sul rapporto tra architettura, materialità e spiritualità.

L’esplorazione dell’architettura sacra, contemplativa e simbolica offre una prospettiva diversa per interpretare la pietra naturale. In questo contesto, il valore del materiale va oltre le sue proprietà tecniche ed estetiche e comprende il contributo che può offrire all’esperienza dello spazio.

Attraverso le collaborazioni formative e i workshop, Franchi Academy punta a portare gli architetti a conoscere direttamente il materiale prima ancora di considerarlo come prodotto finito. Le cave, le lastre, le venature naturali, le tecniche di lavorazione e il sapere della filiera diventano così parte integrante del processo progettuale.

La collaborazione con YACademy rafforza questo metodo, collegando le competenze produttive di Carrara con gli sviluppi della formazione architettonica internazionale. Per il settore della pietra naturale, l’iniziativa evidenzia l’importanza di avvicinare le nuove generazioni di architetti all’origine, alle potenzialità e ai limiti del materiale, favorendo un approccio più completo alla sua selezione e applicazione in architettura.

Fonte: Franchi Academy – presentazione aziendale pubblicata su TOP SPEAKING

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