La Sardegna punta a trasformare il proprio settore estrattivo in un’eccellenza internazionale. Non si tratta più solo di scavare la terra, ma di elevare il valore del “tesoro di pietra” isolano – dal marmo di Orosei al granito di Buddusò – attraverso una strategia che unisce design, tecnologia e rispetto per l’ambiente.
La Sardegna al Centro della Strategia Industriale
Con oltre 3.200 imprese attive nel settore lapideo in Italia, la Sardegna ricopre un ruolo di primo piano grazie alla varietà e alla qualità dei suoi materiali. L’Assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, ha tracciato una rotta chiara: passare dall’esportazione del blocco grezzo alla creazione di semilavorati e prodotti finiti ad alto valore aggiunto.
Tre Pilastri per il Futuro
Il piano di valorizzazione regionale si articola su tre fronti principali:
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Internazionalizzazione: Portare l’identità sarda nelle grandi fiere mondiali, come Marmomac, per intercettare i mercati del lusso in Medio Oriente e Nord America.
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Tecnologia e Formazione: Investire in macchinari di ultima generazione che permettano lavorazioni complesse su calcare, basalto e trachite, riducendo gli sprechi.
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Economia Circolare: Trasformare gli scarti di estrazione in risorsa. La gestione intelligente dei residui non è solo un obbligo ecologico, ma una nuova opportunità di business nel settore delle costruzioni sostenibili.
Una Sfida Culturale
La vera sfida per la regione è la modernizzazione dell’intera filiera. Valorizzare il settore lapideo significa proteggere l’occupazione locale e, allo stesso tempo, proiettare la Sardegna come hub tecnologico per la lavorazione dei materiali naturali.

































