Immutati gli impegni delle imprese del marmo per il territorio dopo la pronuncia della Consulta

Credit by Marco Guidi (vecteezy.com)
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In un clima di stabilità e con un chiaro orientamento al futuro, Confindustria Toscana Centro e Costa prende posizione in merito ai recenti sviluppi giuridici che interessano l’industria lapidea nella storica macro-regione Apuo-Versiliese. Nonostante la recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha annullato l’obbligo di lavorazione in loco di almeno il 50% del materiale estratto, le aziende del settore chiariscono che il proprio impegno per il rafforzamento dell’economia locale e della filiera produttiva rimane incrollabile.

Il contesto della decisione giudiziaria

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 90/2026, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune norme chiave della legge regionale toscana (52/2025). La legislazione in oggetto imponeva alle aziende titolari di concessioni estrattive l’obbligo di trasformare all’interno dei confini produttivi locali almeno la metà del materiale ornamentale estratto sul territorio.

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Secondo il giudizio espresso dai giudici costituzionali, l’imposizione di un simile vincolo quantitativo viola i principi della libera concorrenza e del libero mercato, configurandosi come un’ingerenza in competenze che spettano esclusivamente allo Stato centrale e non alle Regioni. Tale pronuncia ha accolto i ricorsi presentati dal Governo e da numerose imprese del settore, le quali vedevano nella norma un freno alla flessibilità imprenditoriale e alle dinamiche di mercato.

Carlo Freni: «La sentenza non cambia i nostri piani per il distretto»

Carlo Freni, Presidente della delegazione di Massa-Carrara di Confindustria Toscana Centro e Costa, ha tenuto a sottolineare che il verdetto giudiziario non deve essere interpretato come un disimpegno o un allontanamento delle industrie dal tessuto sociale ed economico locale.

«La sentenza della Corte Costituzionale conferma i dubbi che avevamo espresso fin dall’inizio riguardo alla violazione delle regole del mercato libero. Tuttavia, questo non sposta di un millimetro l’impegno delle nostre imprese nei confronti del territorio», ha dichiarato il sig. Freni. «La volontà dei produttori di accrescere, laddove possibile, la lavorazione della materia prima a livello locale rimane forte. Il nostro obiettivo è far crescere l’intero settore lapideo attraverso una visione integrata e moderna della filiera».

Oltre la relazione «Cava-Laboratorio»

Confindustria evidenzia che il futuro del comparto del marmo non può essere affrontato in modo unidimensionale, ossia limitandosi al legame tradizionale tra la fase estrattiva (cava) e quella della prima trasformazione (laboratorio di segagione).

Freni ha rimarcato l’importanza di concentrare gli sforzi sullo sviluppo delle attività terziarie ad alto valore aggiunto che gravitano attorno al marmo, individuando i seguenti pilastri strategici:

  • Innovazione e Tecnologia: Investimenti continui in macchinari avanzati per il taglio e la finitura di precisione.

  • Design e Architettura: Potenziamento dei mozzi locali capaci di connettere direttamente il materiale lapideo con i grandi circuiti del design internazionale.

  • Servizi Specializzati: Sviluppo della logistica integrata, della tracciabilità digitale dei blocchi e di pratiche di gestione ambientale sostenibile.

Queste attività, secondo gli industriali toscani, rappresentano le vere leve in grado di blindare nel lungo termine la competitività del sistema produttivo locale, senza la necessità di ricorrere a vincoli amministrativi artificiali.

Verso un dialogo costruttivo

In conclusione del suo intervento, il Presidente di Confindustria Massa-Carrara ha rivolto un invito aperto alle amministrazioni locali e alla Regione Toscana per il proseguimento di un confronto costante e proficuo.

«È fondamentale continuare a lavorare insieme alle istituzioni per trovare soluzioni equilibrate. Formule capaci di coniugare lo sviluppo economico e la tutela della concorrenza con la valorizzazione e la salvaguardia di un territorio unico al mondo», ha concluso Freni.

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