L’Italia tra crisi 2020 e rilancio 2021: il report Istat

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Il report Istat offre una fotografia completa dell’Italia economica nell’anno della crisi Covid 2020 e nei primi mesi del rilancio 2021. Qual è la situazione del Paese? I dettagli.

Italia economica nell’anno Covid 2020 e nel primo trimestre 2021: l’Istat ha scattato la fotografia della situazione con il report annuale.

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Quale Italia, sul fronte economico, è emersa dall’ultimo report annuale?

Il documento annuale Istat è innanzitutto un bilancio su quanto la crisi Covid del 2020 ha impattato sul sistema produttivo ed economico dell’Italia.

Il Prodotto Interno Lordo è diminuito dell’8,9% su base annuale, spinto al ribasso dal crollo della domanda interna, in primis dei consumi. A livello congiunturale, il tonfo nel secondo trimestre è stato seguito da un recupero, ma il nel quarto trimestre il PIL è tornato negativo con le nuove misure emergenziali.

Nel primo trimestre 2021, è stato registrato un debole recupero congiunturale (+0,1% il Pil), che comunque è stato migliore delle altre economie europee.

Da evidenziare: l’Istat ha classificato le imprese con almeno 3 addetti in diverse classi di solidità. Ne è scaturito questo quadro nel contesto pandemico 2020-2021: sono Solide l’11% delle aziende, che rappresentano il 46,3% dell’occupazione e il 68,8% del valore aggiunto.

Nel range A rischio strutturale si è posizionato il 44,8% delle imprese. Di queste, oltre la metà sono aziende piccole (3-9 addetti), le più vulnerabili alla crisi.

La nota Istat ha sottolineato:

“Un elemento incoraggiante per le prospettive di tenuta del sistema è che in tutti i comparti le imprese Solide sono anche quelle con un più alto grado di rilevanza sistemica, ovvero più delle altre sono in grado di trasmettere gli impulsi di ripresa al resto del sistema produttivo.”

Nota in parte dolente per il mondo del lavoro: il calo dell’occupazione ha impattato prima soprattutto sui dipendenti a termine e gli indipendenti, in seguito anche sui lavoratori a tempo indeterminato.

Nonostante i segnali di ripresa nel 2021, a maggio gli occupati hanno registrato una diminuzione di 735 mila unità rispetto a prima dell’emergenza.

Fonte: www.money.it