Una straordinaria scoperta archeologica è emersa durante la settima campagna di scavi presso il sito delle Casas del Turuñuelo, in Spagna, sotto la direzione di Esther Rodríguez González e Sebastián Celestino Pérez. Il ritrovamento conferma ancora una volta l’importanza della cultura tartessica (VIII–V secolo a.C.) nella formazione del panorama culturale del Mediterraneo occidentale.
Il 3 luglio, gli archeologi responsabili hanno presentato i risultati della campagna di quest’anno, rivelando un reperto eccezionalmente raro: una candida colonna in marmo, probabilmente parte di un antico altare greco — il più antico del suo genere mai rinvenuto nel Mediterraneo occidentale.
Una Traccia Marmorea dell’Ellenismo nella Tartesso
La colonna, con la sua base e il fusto, è stata analizzata da Anna Gutiérrez dell’Istituto Catalano di Archeologia Classica (ICAC), la quale ha determinato che il manufatto proviene dalla regione del Marmara, in Asia Minore — parte integrante del mondo greco del V secolo a.C. Sebbene le analisi archeometriche non siano ancora concluse, la composizione in marmo pentelico appare quasi certa, rendendo il reperto un unicum.
La presenza di un materiale così pregiato e distante nell’entroterra iberico — e non in un sito costiero, dove i reperti greci sono più comuni — rafforza l’ipotesi dell’esistenza di estese reti commerciali e culturali durante il periodo tartessico. Il contesto in cui è stato trovato, insieme a coppe attiche, ceramiche e altri oggetti rituali, suggerisce che la colonna facesse parte di un altare con forti influenze greche.
Rituali e Conoscenze Tecniche in un Insediamento Preistorico
La scoperta della colonna marmorea non è un caso isolato. Nello stesso strato archeologico sono stati rinvenuti vasi ceramici in stile attico, una ruota da vasaio in bronzo e resti di attività rituali — come i sacrifici animali di massa scoperti nel 2017 — che testimoniano l’importanza religiosa del sito.
Ma oltre all’aspetto cerimoniale, i reperti rivelano anche il progresso tecnologico degli abitanti. Gli scavi di quest’anno hanno portato alla luce sei nuovi ambienti, tre dei quali all’aperto e collegati ad attività produttive — forni, pesi da telaio, macine e recipienti per lo stoccaggio, segni di un artigianato altamente specializzato.
Spicca in particolare una struttura idraulica alta quasi un metro, che sembra essere stata progettata prima ancora della costruzione dell’edificio principale. La lungimiranza e la precisione tecnica dei costruttori hanno suscitato l’ammirazione degli archeologi, che vedono in queste opere la prova di una profonda comprensione architettonica e di una società ben organizzata.
La Grecia nella Penisola Iberica – Tracce Culturali e Nuove Prospettive
La colonna greca in marmo pentelico si aggiunge ad altri reperti rinvenuti in passato nell’area — come vetri di origine macedone o resti di un’altra scultura realizzata nello stesso marmo — rafforzando l’idea che le Casas del Turuñuelo fossero un importante centro cerimoniale e di scambio.
Come spiega Sebastián Celestino Pérez, la presenza di oggetti così esotici e culturalmente rilevanti rivela la complessità del sito, che sembra combinare potere politico, prosperità economica e attività religiosa. Il fatto che tutti questi elementi coesistano in un luogo lontano dal mare cambia radicalmente la nostra comprensione delle connessioni tra i popoli antichi.
Questa scoperta non rappresenta solo un tesoro per l’archeologia spagnola, ma anche un nuovo ed entusiasmante capitolo nella storia del Mediterraneo antico. La colonna greca della Tartesso non è soltanto un’opera d’arte: è un simbolo di osmosi culturale, una testimonianza concreta di come la Grecia — come idea e come civiltà materiale — abbia profondamente influenzato il mondo conosciuto.


































