Nuove regole nel Regno Unito per la lavorazione della pietra artificiale dopo casi di silicosi tra i lavoratori del settore

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L’Health and Safety Executive (HSE) del Regno Unito ha annunciato nuove misure più severe per la lavorazione della pietra artificiale, utilizzata principalmente per piani cucina e bagni, a seguito delle crescenti preoccupazioni per i casi di silicosi tra i lavoratori del settore.

Secondo le nuove linee guida, il “taglio a secco” della pietra artificiale è ora considerato “inaccettabile”, mentre l’utilizzo di tecniche di abbattimento delle polveri tramite acqua diventa di fatto obbligatorio. Parallelamente, l’HSE avvierà un programma di oltre 1.000 ispezioni nei laboratori di lavorazione in tutta la Gran Bretagna nei prossimi 12 mesi.

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La decisione arriva dopo la morte di giovani lavoratori colpiti da silicosi, una malattia polmonare incurabile causata dall’inalazione di silice cristallina. La malattia era tradizionalmente associata all’industria pesante; tuttavia, negli ultimi anni si è registrato un aumento dei casi tra gli addetti alla lavorazione di superfici al quarzo per cucine domestiche.

L’HSE afferma che la lavorazione senza acqua può esporre i lavoratori a livelli di silice cristallina respirabile da cinque a dieci volte superiori rispetto ai metodi di taglio a umido. Sottolinea inoltre che sul mercato sono già disponibili prodotti con un contenuto inferiore di silice, senza differenze significative in termini di qualità o aspetto.

Secondo un reportage di Sky News, nel Regno Unito sono stati registrati oltre 50 casi confermati di silicosi e almeno quattro decessi collegati alla lavorazione della pietra artificiale. Medici e organizzazioni dei lavoratori sostengono che la malattia possa svilupparsi molto più rapidamente rispetto alle tradizionali patologie professionali del passato, talvolta dopo solo pochi anni di esposizione.

Il nuovo intervento dell’HSE è considerato da molti un importante irrigidimento delle norme di sicurezza, pur senza arrivare a un divieto totale della pietra artificiale, come avvenuto in Australia. Parte della comunità scientifica e le famiglie delle vittime chiedono misure ancora più drastiche, sostenendo che i rischi rimangano elevati anche in presenza di rigidi protocolli di sicurezza.

Da parte sua, l’HSE sostiene che la soluzione risieda nella rigorosa applicazione delle misure preventive, nell’uso di adeguati dispositivi di protezione individuale e nel monitoraggio medico sistematico dei lavoratori. Le nuove linee guida prevedono inoltre l’uso obbligatorio di protezioni respiratorie e controlli sanitari regolari per i lavoratori esposti a materiali ad alto contenuto di silice.

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