Il viaggio della Fiamma Olimpica per Milano–Cortina 2026 è iniziato nel cuore di Atene, all’interno di un monumento dove storia, pietra e tradizione si intrecciano: lo Stadio Panathinaiko — noto nel mondo come Kallimarmaro. Costruito interamente in marmo pentelico, lo stesso impiegato per il Partenone, lo stadio rappresenta una testimonianza luminosa dell’eredità culturale e sportiva continua della Grecia.
Inaugurato intorno al 560 a.C. per ospitare i Giochi Panatenaici in onore della dea Atena, la sua pianta ellittica e il suo marmo bianco lucente hanno per secoli incarnato lo spirito della competizione e dell’unità. Qui è rinata anche l’era olimpica moderna nel 1896, grazie alla visione di Pierre de Coubertin — e da qui, ancora una volta, la Fiamma olimpica parte verso nuovi orizzonti.
Nonostante la pioggia, il sole ha illuminato il marmo e la cerimonia
Come era accaduto anche ad Olimpia durante la cerimonia di accensione, la pioggia ha minacciato fino all’ultimo l’evento. Ma proprio nel momento cruciale, le nuvole si sono diradate e il sole è tornato a splendere sulle gradinate di marmo, accompagnando simbolicamente la consegna ufficiale della Fiamma alla delegazione di Milano–Cortina.
Tra i rappresentanti italiani erano presenti, tra gli altri: il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il presidente della Fondazione Milano–Cortina Giovanni Malagò, e i sindaci di Milano e Cortina, Giuseppe Sala e Gianluca Lorenzi.
La cerimonia si è aperta con l’esibizione della squadra “Gymnastics for All – Wolves Team”, con coreografie di Olympia Dragouni e accompagnamento della cantante ellenica Klavdia. A seguire, la performance della Scuola Italiana di Atene, in collaborazione con la compagnia Tam Ballet di Milano, con la partecipazione di 100 bambini e 100 giovani danzatori. Lo spettacolo era stato registrato nei giorni precedenti vista l’incertezza delle condizioni meteorologiche.

Ora che la Fiamma prosegue il suo cammino verso i Giochi invernali del 2026, l’eredità racchiusa nel marmo greco e nello stadio storico che porta il suo nome continua a ispirare e a definire lo spirito olimpico.


































