Brasile: le nuove tariffe statunitensi proposte aumentano le preoccupazioni per il settore della pietra naturale e rafforzano la necessità di un dialogo istituzionale

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Il settore valuta i potenziali impatti delle nuove misure annunciate dall’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR) e sottolinea l’importanza di intensificare il dialogo istituzionale con gli Stati Uniti.

L’Associazione Brasiliana della Pietra Naturale (Centrorochas) sta monitorando con grande preoccupazione gli sviluppi relativi alle nuove misure commerciali annunciate dall’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR), che potrebbero aumentare significativamente l’impatto sulle esportazioni brasiliane verso il mercato statunitense.

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La prima proposta deriva da un’indagine condotta dal governo degli Stati Uniti su pratiche ritenute restrittive per il commercio statunitense da parte del Brasile e prevede un dazio aggiuntivo del 25% su determinati prodotti brasiliani. Parallelamente, l’USTR ha annunciato una seconda proposta collegata a un’indagine che coinvolge 60 economie riguardo alle misure adottate per impedire il commercio di beni prodotti mediante lavoro forzato. Nel caso del Brasile, il dazio proposto nell’ambito di questa seconda indagine potrebbe raggiungere il 12,5%.

Sebbene affrontino questioni differenti, entrambe le proposte potrebbero incidere sui prodotti brasiliani esportati negli Stati Uniti. Se approvate e applicate cumulativamente, alcuni prodotti potrebbero essere soggetti a un carico tariffario significativamente più elevato, aumentando le difficoltà per le aziende esportatrici e creando maggiore incertezza lungo l’intera catena di approvvigionamento.

La proposta specificamente riferita al Brasile include un elenco di esenzioni per prodotti considerati strategici per l’economia statunitense. Tra le classificazioni esentate figura il codice HTSUS 6802.99.00, che comprende la categoria “worked monumental or building stone, nesoi” (pietra lavorata per monumenti o edilizia, non altrove specificata), nella quale rientrano, tra gli altri materiali, le quarziti brasiliane.

Al contrario, nell’ambito dell’indagine relativa al lavoro forzato – che ha una portata più ampia ed è collegata alle politiche e ai meccanismi di controllo adottati dai Paesi esaminati per impedire l’ingresso nei propri mercati di beni prodotti con lavoro forzato – le pietre naturali brasiliane non risultano attualmente incluse tra le esenzioni conosciute.

Tra i prodotti potenzialmente interessati figurano importanti categorie del portafoglio export brasiliano della pietra naturale, come graniti, marmi, ardesie e altri materiali classificati con codici tariffari diversi dall’HTSUS 6802.99.00. Qualora le misure proposte dovessero essere adottate, gli impatti potrebbero influire direttamente sull’attività industriale, sugli investimenti e sulla salvaguardia dell’occupazione lungo tutta la filiera.

Gli Stati Uniti rappresentano la principale destinazione delle esportazioni brasiliane di pietra naturale e qualsiasi ampliamento delle barriere commerciali ha implicazioni significative per le centinaia di aziende che dipendono da questo mercato. Oltre a rifornire l’industria edilizia statunitense, le pietre naturali brasiliane sono integrate nelle filiere americane di trasformazione e creazione di valore aggiunto, contribuendo all’attività economica e alla creazione di posti di lavoro in entrambi i Paesi.

“Il livello di preoccupazione del settore sta aumentando alla luce della possibilità che vengano applicate misure tariffarie cumulative ai prodotti brasiliani. Sebbene l’inclusione del codice HTSUS 6802.99.00 tra le esenzioni della proposta specificamente riferita al Brasile rappresenti uno sviluppo importante, la nuova indagine dell’USTR crea uno scenario più complesso e richiede una maggiore attenzione. A seconda delle modalità con cui queste proposte saranno infine attuate e della misura in cui interesseranno i prodotti del nostro settore, il carico tariffario per alcune categorie potrebbe superare i livelli attualmente discussi singolarmente, raggiungendo in alcuni scenari anche il 37,5%”, ha dichiarato Tales Machado, Presidente di Centrorochas.

Nonostante gli annunci effettuati dall’USTR, nessuna delle due misure proposte è attualmente in vigore. Entrambe restano soggette alle procedure previste dalla normativa statunitense, comprese consultazioni pubbliche, presentazione di osservazioni da parte delle parti interessate, audizioni ufficiali e una decisione finale del governo degli Stati Uniti prima di un’eventuale attuazione.

Alla luce di questo scenario, Centrorochas ritiene che il momento attuale rafforzi l’importanza di mantenere e consolidare i canali di dialogo istituzionale costruiti negli ultimi mesi tra il settore brasiliano della pietra naturale e gli stakeholder strategici negli Stati Uniti.

Dall’annuncio delle prime misure tariffarie statunitensi nel 2025, l’Associazione Brasiliana della Pietra Naturale (Centrorochas) ha guidato una costante agenda di diplomazia economica e istituzionale negli Stati Uniti, con una presenza frequente a Washington e un dialogo continuo con organizzazioni imprenditoriali, decisori politici, specialisti del commercio internazionale e organizzazioni collegate alla filiera dell’industria delle costruzioni.

Questo impegno ha mirato ad accrescere la consapevolezza sull’importanza economica delle pietre naturali brasiliane per il mercato statunitense, a rafforzare canali permanenti di dialogo tra i due Paesi e a posizionare il settore all’interno delle discussioni relative alla competitività, alle catene di approvvigionamento e al commercio internazionale.

L’associazione continuerà a monitorare attivamente i processi in corso, comprese le audizioni programmate dall’USTR nel corso del mese di luglio, rafforzando al contempo il proprio impegno con gli stakeholder strategici negli Stati Uniti e mantenendo informate le aziende e l’intero settore sugli sviluppi e sui potenziali impatti per le esportazioni brasiliane di pietra naturale.

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