Distretto veneto del marmo: un asset strategico per il “Made in Italy” tra innovazione e sfide globali

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l Distretto del Marmo di Verona e Vicenza si conferma il cuore pulsante del comparto lapideo nazionale. Durante la recente visita ufficiale del Sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Roberto Bitonci, è emerso con forza il ruolo cruciale di questa filiera come motore economico trainante non solo per il Veneto, ma per l’intera industria italiana.

Eccellenza economica e coesione territoriale

Con centinaia di imprese e migliaia di addetti, il distretto rappresenta un modello di integrazione unico. Come sottolineato dai vertici del Consorzio Marmisti Veronesi, la forza del territorio risiede nella capacità di trasformare la materia prima in opere di design e architettura ad altissimo valore aggiunto.

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Il Sottosegretario Bitonci ha definito il distretto un “asset strategico e competitivo”, ribadendo l’impegno del Governo nel sostenere le imprese che esportano l’eccellenza italiana nel mondo. “Il marmo non è solo tradizione, ma una piattaforma industriale evoluta che deve essere difesa e valorizzata attraverso politiche mirate”, ha dichiarato Bitonci.

La sfida delle competenze: investire sui giovani

Nonostante i numeri positivi, il settore deve affrontare un ostacolo critico: la difficoltà nel reperire manodopera qualificata. Attualmente, circa il 70% delle imprese lamenta una carenza di profili tecnici. Per rispondere a questa emergenza, la strategia discussa durante l’incontro si articola su tre pilastri:

  • Formazione d’avanguardia: Rafforzare il legame tra le aziende e gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) per creare percorsi di studio allineati alle reali esigenze del mercato.

  • Attrattività: Promuovere il settore presso le nuove generazioni, mostrando come la tecnologia digitale e la robotica abbiano trasformato il mestiere del marmista in una professione altamente tecnologica.

  • Certificazione delle competenze: Valorizzare il saper fare artigiano attraverso programmi di aggiornamento continuo.

Verso la Transizione 5.0

Il futuro del distretto passa inevitabilmente per la Transizione 5.0. Non si parla più solo di automazione (Industria 4.0), ma di una sintesi perfetta tra efficienza energetica, sostenibilità ambientale e centralità del lavoratore. Gli incentivi governativi e il supporto dei consorzi locali saranno fondamentali per permettere anche alle piccole e medie imprese di investire in macchinari a basso consumo e in soluzioni di intelligenza artificiale applicate alla lavorazione dei materiali.

In conclusione, il distretto veronese guarda al futuro con ottimismo. Grazie alla sinergia tra istituzioni e imprenditorialità, la pietra naturale continua a dimostrarsi un materiale moderno, capace di rinnovarsi senza perdere le radici che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.

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