Il mercato italiano delle pietre naturali si è mosso su ritmi di stabilizzazione durante il primo trimestre dell’anno, dimostrando resilienza di fronte alle sfide internazionali. Secondo gli ultimi dati statistici sull’export di marmo elaborati da Stonenews, il commercio estero del settore presenta un quadro d’insieme misto, con differenziazioni interne tra materiali grezzi e lavorati, oltre a marcate fluttuazioni in alcuni mercati del Medio Oriente.
Complessivamente, il valore delle esportazioni italiane di marmo nel primo trimestre del 2026 si è attestato a 313,26 milioni di euro (un lieve incremento dello 0,68% rispetto allo stesso periodo del 2025), mentre il volume dell’export ha raggiunto le 311.699,63 tonnellate (+0,34%).
Analisi del Primo Trimestre: Marmo Grezzo vs. Lavorato
L’analisi dei dati mostra che l’andamento del trimestre è stato sostenuto principalmente dal marmo grezzo, mentre il comparto dei lavorati ha mostrato segni di flessione.
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Marmo Grezzo: Ha registrato un trend positivo, con un valore in crescita del +9,66%, raggiungendo i 93,22 milioni di euro. La quantità è aumentata del 3,95% (221.726,66 tonnellate), mentre il prezzo medio per tonnellata ha segnato un incremento del +5,50%.
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Marmo Lavorato: Nonostante rappresenti la quota maggiore dei ricavi totali (220,03 milioni di euro), il suo valore è diminuito del -2,69% e la quantità ha subito un calo del -7,58% (89.972,97 tonnellate). La contrazione della domanda è stata parzialmente bilanciata dall’aumento del prezzo medio per tonnellata pari al +5,29%.
Inversione di tendenza nel bimestre Febbraio – Marzo
Durante il bimestre febbraio – marzo 2026, si è osservata un’inversione di tendenza tra le due categorie. Le esportazioni totali di marmo del bimestre sono cresciute in valore del +3,4%, a fronte di una riduzione del volume del -2,5%.
In questo periodo, i marmi lavorati hanno vissuto un recupero, con un valore in aumento del +10,99%, nonostante una flessione della quantità del -3,5%. Questo sviluppo è legato al significativo balzo del prezzo medio per tonnellata, pari al +15,01%.
Al contrario, i materiali grezzi hanno registrato un calo del valore del -13,81%. Sebbene le quantità esportate siano leggermente aumentate (+2,05%), la riduzione del prezzo medio per tonnellata del -12,01% ha inciso negativamente sui ricavi finali della categoria.
Le performance sul mercato del Medio Oriente
Di particolare interesse risultano i dati relativi al mercato dei Paesi del Golfo, dove nel bimestre febbraio – marzo 2026 si è registrata una contrazione dei flussi di marmo lavorato italiano.
Nello specifico, per quanto riguarda l’export di lavorati verso l’Arabia Saudita, il valore è diminuito del -30,76% e la quantità del -34,10%, mentre il prezzo medio per tonnellata si è mosso in territorio positivo (+5,08%). Un quadro simile, ma più accentuato, è emerso negli Emirati Arabi Uniti, dove il valore dei prodotti lavorati ha segnato un calo del -68,23% e la quantità del -70,12%, con il prezzo medio per tonnellata che ha registrato una crescita del +6,32%.
L’attività d’esportazione del marmo italiano dimostra capacità di adattamento, sfruttando le oscillazioni tra beni grezzi e lavorati e i ritocchi dei prezzi sui mercati internazionali. Tuttavia, la flessione riscontrata in storiche destinazioni commerciali del Medio Oriente rappresenta un fattore che gli esportatori dovranno monitorare con attenzione nel prossimo periodo.


































