Il settore edilizio statunitense – soprattutto nell’edilizia residenziale – sta affrontando una tripla sfida:
l’aumento dei dazi sui principali fornitori, un’elevatissima dipendenza da un numero limitato di paesi e l’impossibilità di sostituire rapidamente questi materiali con fonti alternative.
Dipendenza record da India, Brasile e Cina
Nel primo semestre del 2025, tre paesi – India, Brasile e Cina – hanno rappresentato il 77,3% del valore e l’84,4% del volume delle importazioni di quarzo lavorato, nonché l’86% del valore e il 93,3% del volume delle importazioni di granito lavorato negli Stati Uniti.

Con dazi del 50% su India e Brasile e circa 30% sulla Cina (temporaneamente, dopo un picco superiore al 100% nella primavera 2025), l’impatto non è solo commerciale: rischia di provocare gravi interruzioni nella catena di approvvigionamento della pietra.
Volumi difficili da sostituire – Alternative limitate
La sostituzione di tali volumi nel breve termine è praticamente impossibile. Nessun altro paese combina capacità produttiva, know-how tecnico, reti commerciali e materiali con le stesse caratteristiche fisiche ed estetiche a cui il mercato statunitense è abituato.
Un’alternativa parziale, per alcune applicazioni, potrebbe essere rappresentata dai prodotti ceramici. Tuttavia, nel primo semestre 2025, i principali fornitori di piastrelle negli Stati Uniti erano:
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Spagna (25,2%) e Italia (20,1%) con dazio ~15%
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India (15,5%) e Brasile (8,9%) con dazio 50%
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Vietnam (6,0%) con ~20% di dazio
In queste condizioni, le opzioni di sostituzione a basso costo risultano molto limitate.
Turchia: il potenziale vincitore nel marmo
Nel settore del marmo, la Turchia appare come possibile beneficiario. Con un dazio del 10% e una quota già dominante del 59,6% delle importazioni di marmo lavorato negli Stati Uniti, può coprire parte della domanda – soprattutto con materiali a costo inferiore. Tuttavia, una forte dipendenza da un solo paese introduce un nuovo rischio strategico.
Nearshoring e produzione interna: sollievo parziale
La produzione interna e lo spostamento verso mercati vicini (Canada, Messico) offrono un sollievo parziale, ma non possono sostituire dipendenze pari al 77–93% per quarzo e granito. I recenti dazi applicati anche a questi paesi vicini complicano ulteriormente l’equazione dei costi.
Dollaro debole come “moltiplicatore dei costi”
Il recente indebolimento del dollaro grava ulteriormente sulle importazioni: la stessa fattura in euro, real o rupie richiede più dollari. Di fatto, i dazi si sommano alle variazioni dei tassi di cambio, gonfiando i budget di progetto e i listini dei fornitori.
Se i dazi persisteranno
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Prezzi: Permanentemente più alti per quarzo e granito; pressione al rialzo anche sul marmo.
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Tempi di consegna: Più lunghi a causa del cambio di fornitori e della congestione logistica.
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Mix di materiali: Più ceramica o prodotti sinterizzati; quota maggiore di pietre naturali alternative.
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Mercato residenziale: Primo a subire l’impatto, con value engineering, ritardi e possibili riduzioni delle specifiche.
Conclusione:
Per quarzo e granito, gli Stati Uniti sono strutturalmente esposti. Con dazi del 50% su India e Brasile e ~30% sulla Cina (temporaneamente), combinati con un dollaro debole, il risultato è un aumento dei costi, ritardi più lunghi e un inevitabile spostamento verso altri fornitori e materiali – con l’edilizia residenziale che subisce per prima e più duramente il colpo.


































