Quando il marmo diventa favola: la resistenza poetica di Antonio Aricò

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Nel panorama del design contemporaneo, Antonio Aricò è una delle rare figure capaci di rendere inutili le etichette. Designer, artista, artigiano o narratore? Ogni definizione si rompe davanti alla sua capacità di trasformare la materia in racconto spirituale e domestico, come già dimostrato dieci anni fa con la celebre collezione in legno Una stanza.

Oggi, il designer calabrese torna a stupire cambiando radicalmente elemento con la nuova collezione “Sassi d’autore”. Il legno lascia il posto al marmo di Carrara che, nelle sue mani, perde il tradizionale peso monumentale e la sua severità storica per ritornare all’altezza dell’uomo. Il marmo, incredibilmente, diventa sasso.

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I pezzi della collezione mantengono la nobiltà del minerale ma acquisiscono la leggerezza emotiva dei ciottoli che raccogliamo sulle spiagge mediterranee. A metà tra arredo, scultura e personaggio, queste creature antropomorfe evocano il mondo delle fiabe e dei fumetti. Non cercano l’effetto speciale, ma la confidenza: invitano a essere toccate, vissute, persino parlate.

In un’epoca in cui il progetto è spesso schiavo di algoritmi e rendering perfetti, il gesto di Aricò è radicale. Riporta al centro l’immaginazione. Qui la poesia non è un decoro applicato alla funzione: la poesia è la funzione stessa. Il marmo racconta una pazienza geologica che incontra quella artigianale, un ritmo silenzioso dove la manifattura esalta la materia senza esibirsi.

Questi sassi sorridono alla Terra in un momento di profonda inquietudine globale. Non ignorano le crisi del presente, semplicemente scelgono di non farsene schiacciare. È un sorriso consapevole che non rappresenta un’evasione, ma una vera e propria forma di resistenza.

Aricò ci ricorda che gli oggetti migliori non occupano spazio, ma lo trasformano. Una seduta o un tavolo diventano compagni di viaggio discreti. Per questo il suo lavoro sfugge alle mode: nasce dalla memoria, ma parla al futuro. Proprio come i sassi che custodiamo fin da bambini.

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