I dati della valutazione dei costi cumulativi, presentata nel corso delle Giornate Europee della Ceramica, indicano che il settore è sottoposto a crescenti pressioni dovute all’elevato costo dell’energia, ai prezzi della CO₂ e agli oneri normativi, con possibili ripercussioni sui livelli di produzione e sull’occupazione in Europa.
Le Giornate Europee della Ceramica (European Ceramic Days – ECD) si sono svolte a Bruxelles all’inizio di dicembre 2025, riunendo rappresentanti del settore e decisori politici dell’UE. L’edizione di quest’anno è stata dedicata al tema “Ceramics: Building a Sustainable and Greener World” e ha coinciso con la 31ª sessione plenaria dell’European Policy Ceramic Forum (EPCF), incentrata sulla necessità di garantire un contesto imprenditoriale stabile nell’attuale quadro normativo e geopolitico.
Nel corso dell’evento, Cerame-Unie ha presentato la propria Valutazione dei Costi Cumulativi, che ha evidenziato le pressioni attualmente gravanti sul settore. Secondo l’analisi, l’elevato costo dell’energia e della CO₂, insieme all’aumento dei requisiti ambientali e amministrativi, sta incidendo sulla produzione e sulla competitività delle imprese europee.
I dati mostrano che, rispetto al 2021, il settore ha registrato una riduzione della produzione di circa il 30% e un calo del 50% del saldo commerciale, mentre l’occupazione è diminuita di circa il 10%. È stato sottolineato che, in assenza di ulteriori adeguamenti del quadro normativo ed energetico, tali tendenze potrebbero proseguire, con effetti sull’attività industriale in Europa.
Allo stesso tempo, è stato evidenziato il ruolo del settore nel sostenere lo sviluppo sostenibile, grazie alla produzione di beni di alta qualità in Europa, al contributo al valore aggiunto locale e al supporto di oltre 200.000 posti di lavoro diretti. Tuttavia, è stato osservato che la complessità normativa e l’elevato costo dell’energia incidono sulla capacità delle imprese di investire in innovazione e decarbonizzazione.
Tra le conclusioni dell’evento figurano proposte per un’ulteriore semplificazione del quadro dell’EU ETS, con particolare attenzione ai piccoli emettitori, l’estensione della compensazione dei costi indiretti e la sospensione della riduzione delle quote gratuite di CO₂ a partire dal 2026. È stata inoltre sottolineata la necessità di stabilizzare i prezzi dell’elettricità, migliorare l’accesso ai finanziamenti europei per i progetti di ricerca e sviluppo e ridurre l’onere amministrativo complessivo per le PMI.
Il Presidente di Cerame-Unie e CEO di Wienerberger AG, Heimo Scheuch, ha osservato che l’attuale contesto industriale ed energetico richiede adeguamenti tempestivi per preservare la competitività e consentire la prosecuzione degli investimenti in una produzione sostenibile.


































