Le esportazioni dall’Italia verso Riyadh sono cresciute del 216% negli ultimi cinque anni, mentre il marmo di Carrara e altre pietre naturali Made in Italy si affermano come protagonisti nei progetti Vision 2030 dell’Arabia Saudita, raccontati a Marmomac 2025.
In Arabia Saudita, il futuro prende forma nella pietra italiana. Vision 2030, i mega-progetti di NEOM e Qiddiya, Expo 2030 a Riyadh e la Coppa del Mondo FIFA 2034 hanno trasformato il Paese nel più grande cantiere del mondo. La domanda di materiali di alta gamma continua a crescere, alimentata da investimenti immobiliari e infrastrutturali che nel 2024 hanno superato 1.060 miliardi di dollari.
In questo scenario, il marmo italiano occupa una posizione privilegiata. L’ultima ricerca di Nomisma, commissionata da Marmomac, conferma questa tendenza: le importazioni dall’Italia verso l’Arabia Saudita sono aumentate del 216% negli ultimi cinque anni, facendo di Riyadh il principale polo di domanda nella Penisola Arabica, con una quota del 47% sul totale.
A spiegare la natura di questa crescita è l’architetto Amedeo Schiattarella, finalista nella sezione “Speciale Marmomac” del premio internazionale Dedalo Minosse. Da oltre quindici anni lavora a stretto contatto con committenze saudite. I progetti del suo studio spaziano dal Museo d’Arte Digitale inaugurato nel dicembre 2024, al parco urbano in costruzione a Riyadh con lo studio milanese Gruppoland, fino a un nuovo edificio ministeriale nel centro della città e a un intervento monumentale previsto quest’anno in un sito storico.
«Molti interventi recenti sono stati ‘colonizzati’ da modelli occidentali, imponendo design estranei al contesto», spiega Schiattarella. «Noi abbiamo scelto una strada saudita per la contemporaneità, valorizzando cultura e tradizioni locali». Un esempio emblematico è il concorso per un grattacielo a Riyadh: al posto del monolite verticale richiesto dal bando, lo studio ha proposto un “grattacielo orizzontale”, poroso e permeabile, che intreccia spazi pubblici e privati, interpretando la natura organica della città.
In questo approccio, la pietra è protagonista: quella locale viene lavorata per “vibrare” e rivelare la sua profondità, mentre il marmo italiano, soprattutto il Carrara, viene impiegato come elemento distintivo negli interni, arricchito da texture e rigature che ne esaltano la matericità. «L’Italia gode di una reputazione altissima», aggiunge Schiattarella, «legata all’idea di qualità, cultura e competenza progettuale».
Queste tre dimensioni trovano a Marmomac 2025, in corso fino a domani a Veronafiere, la vetrina ideale, dove pietra naturale e tecnologie Made in Italy si raccontano a buyer, architetti e designer provenienti da quasi 150 paesi.


































