Nonostante pesanti dazi, il Brasile batte un record storico e dimostra la sua forza nel mercato globale della pietra naturale

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I dazi statunitensi hanno frenato le esportazioni di granito e marmo, limitando quella che avrebbe potuto essere una performance ancora più forte. Tuttavia, le iniziative proattive dell’Associazione Brasiliana della Pietra Naturale sono state fondamentali per mitigare le perdite e mantenere la crescita, portando il Brasile a un risultato storico.

Nonostante i significativi cali nelle esportazioni di granito e marmo dovuti all’aumento dei dazi negli Stati Uniti, il settore brasiliano della pietra naturale ha registrato nel mese di novembre il volume di esportazioni più alto di sempre: 1,35 miliardi di dollari da gennaio a novembre, secondo i dati di Centrorochas. La cifra supera il precedente record del 2021 (1,34 miliardi di dollari) e riflette l’efficacia delle azioni istituzionali che hanno contribuito a contenere le perdite e a sostenere la crescita del settore.

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Con un aumento del 18,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i risultati del 2025 evidenziano la resilienza dell’industria brasiliana, che ha continuato ad espandersi nonostante i vincoli esterni, consolidando la posizione del Paese tra i principali fornitori mondiali di superfici naturali.

L’aumento dei dazi non spodesta gli Stati Uniti dal ruolo di principale mercato

Gli Stati Uniti restano il maggiore importatore di pietre brasiliane, con il 54,4% delle esportazioni e 735,4 milioni di dollari importati da gennaio a novembre (+15,7%). Il mercato statunitense continua a essere il principale consumatore, utilizzando prevalentemente questi materiali per piani cucina e bagno.

La performance avrebbe però potuto essere ancora migliore senza l’aumento del 50% dei dazi imposto dal governo USA ad agosto. La misura ha colpito direttamente gran parte del portafoglio esportativo brasiliano. A novembre, le categorie soggette al sovrapprezzo hanno mostrato cali significativi: granito -17,3% e marmo -16,5%, riducendo la competitività sul mercato americano.

Nonostante questo contesto difficile, i prodotti rientranti nell’unico codice doganale esente da dazi (HTSUS 6802.99.00) hanno mantenuto una forte domanda, specialmente i quartziti, cresciuti del 39% nel periodo. Tale dinamica ha contribuito a sostenere le esportazioni verso gli Stati Uniti e mostra la diversificazione dell’offerta brasiliana, resa possibile dalla sua eccezionale geodiversità, capace di soddisfare vari livelli di consumo e applicazioni globali.

Cina e Italia ampliano la portata internazionale del Brasile

La Cina, con una quota del 16,6% (224,8 milioni USD, +13,6%), e l’Italia (7,8%, 106,0 milioni USD, +46,3%) rafforzano il ruolo del Brasile come fornitore chiave per le grandi industrie di lavorazione e riesportazione della pietra. Entrambi i Paesi importano principalmente blocchi grezzi, che vengono lavorati localmente e poi ridistribuiti sui mercati internazionali.

Questo modello risulta particolarmente rilevante nelle destinazioni dove le esportazioni dirette brasiliane affrontano ostacoli logistici come grandi distanze, costi elevati e lunghi tempi di consegna.

Espansione internazionale accelerata

Oltre ai risultati commerciali, il 2025 ha segnato un’importante avanzata nella strategia di internazionalizzazione del settore brasiliano della pietra naturale. Il Medio Oriente — noto per progetti architettonici di alto livello e massicci investimenti infrastrutturali — è emerso come uno dei principali assi di crescita.

Questa dinamica è stata ulteriormente rafforzata dall’impatto dei dazi statunitensi, che hanno evidenziato l’importanza della diversificazione dei mercati e della riduzione della dipendenza da un’unica destinazione. La crescente domanda regionale e l’inaugurazione della prima rotta marittima diretta in oltre 25 anni tra Rio de Janeiro e Abu Dhabi hanno ridotto i tempi di spedizione da tre mesi a soli 30 giorni, aumentando significativamente la competitività logistica brasiliana.

In questo contesto, sono avanzati i piani per il Brazilian Natural Stone Hub. Nel 2025, Centrorochas ha firmato un Memorandum of Understanding (MoU) con il porto di Abu Dhabi. La nuova rotta posiziona Abu Dhabi come hub più promettente, sebbene altri emirati siano ancora in valutazione.

L’hub è progettato per servire non solo gli Emirati Arabi Uniti ma anche vari Paesi del Medio Oriente, fungendo da base logistica per stoccaggio, esposizione e distribuzione. Il settore si trova attualmente nella fase di studio di fattibilità e definizione del modello di business, passaggio essenziale prima dell’implementazione prevista per il 2026.

Secondo il presidente di Centrorochas, Tales Machado, il record dimostra che il settore è avanzato nonostante importanti restrizioni esterne. «I risultati fino a novembre dimostrano la forza della nostra industria e l’importanza dello sforzo collettivo compiuto per rafforzare la presenza internazionale del settore. In un anno segnato da sfide, soprattutto negli Stati Uniti, abbiamo lavorato intensamente per mitigare l’impatto dell’aumento dei dazi, consolidare nuovi mercati ed espandere la nostra presenza in Medio Oriente», spiega.

«Il record del 2025 è un traguardo condiviso da tutta la filiera produttiva e conferma l’impegno del settore nel fornire materiali di alta qualità e ad alto valore aggiunto al mercato globale. Entriamo nel 2026 con aspettative positive e un forte focus sull’espansione della nostra presenza diretta in regioni strategiche, rafforzando ulteriormente la posizione internazionale del Brasile», conclude.

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