Il 2025 si è rivelato uno degli anni più turbolenti degli ultimi tempi per il commercio globale delle pietre naturali, con gli Stati Uniti che hanno riportato con forza il tema dei dazi al centro della politica commerciale. Come documentato e analizzato costantemente da Stonenews, le politiche tariffarie statunitensi non hanno seguito una linea stabile, ma sono state caratterizzate da aumenti, esenzioni, accordi temporanei e forti oscillazioni geopolitiche, creando un clima di continua incertezza per il settore del marmo e delle pietre naturali.
Un anno di continui cambiamenti nella politica tariffaria USA
Fin dall’inizio del 2025, il “piano globale dei dazi” degli Stati Uniti ha iniziato a prendere forma, coinvolgendo numerosi Paesi e categorie di prodotti. L’aumento dei dazi verso la Cina—che in alcuni casi ha raggiunto il 125%—ha rappresentato un punto di svolta, con effetti diretti sulle esportazioni di marmo e materiali da costruzione.
Tuttavia, il quadro è rimasto in costante evoluzione. L’accordo temporaneo di 90 giorni tra USA e Cina per la riduzione dei dazi, insieme ai segnali di distensione delle tensioni commerciali, ha dimostrato che il 2025 non è stato un anno di regole stabili, ma di continui aggiustamenti. Le apparenti contraddizioni emerse durante l’anno riflettono proprio questa forte fluidità.
Vincitori e Paesi sotto pressione nel mercato globale del marmo
I dazi elevati non hanno avuto effetti uniformi. Il Brasile ne è un esempio emblematico: nonostante le forti preoccupazioni del settore e l’impatto dei dazi, il Paese ha registrato risultati record nelle esportazioni di pietra naturale, confermando la propria capacità di adattamento. Le esenzioni parziali hanno inoltre offerto un sollievo temporaneo all’industria brasiliana.
Al contrario, l’India ha subito un duro colpo. Dazi fino al 50% su quarzo e granito hanno messo sotto pressione un comparto fortemente orientato all’export e molto esposto al mercato statunitense.
In Europa, l’Italia e altri Paesi storicamente legati al marmo hanno espresso forti preoccupazioni. Studi hanno evidenziato come dazi del 15%—o addirittura del 30% sui prodotti lavorati—possano rappresentare una minaccia strategica per la sostenibilità del settore.
Gli effetti indiretti: edilizia, valuta e catena del valore
Oltre ai dazi diretti, il 2025 ha messo in luce una serie di pressioni indirette. Il rallentamento significativo delle costruzioni negli Stati Uniti, unito all’incertezza economica e politica e alla debolezza del dollaro, ha inciso sulla domanda e sui costi finali dei prodotti importati.
Paesi come il Portogallo hanno visto le proprie esportazioni di pietra naturale diventare più costose, non solo per effetto dei dazi ma anche per fattori valutari. Parallelamente, il mercato statunitense della pietra ha risentito della combinazione di dazi, forte dipendenza dalle importazioni e rallentamento dell’attività edilizia.
Resilienza in un contesto di incertezza
Nonostante il contesto complesso, il mercato statunitense dei marmi lavorati ha mostrato segnali di tenuta nella prima metà del 2025. Le importazioni non sono crollate e diversi fornitori sono riusciti a mantenere le proprie quote di mercato adattando prezzi, prodotti e strategie commerciali.
Il messaggio complessivo del 2025 è chiaro: i dazi non hanno agito come una misura unica e prevedibile, ma come un meccanismo dinamico che ha costantemente ridefinito il panorama globale delle pietre naturali.
L’eredità del 2025
Per il settore delle pietre naturali, il 2025 è stato un anno di allerta ma anche di adattamento. Le dinamiche apparentemente contraddittorie emerse nel corso dell’anno non sono incoerenze, bensì il riflesso di un contesto commerciale internazionale in continua trasformazione.
Con il 2026 che si apre all’insegna dell’incertezza, la vera sfida per le imprese del settore non è solo seguire l’evoluzione dei dazi, ma sviluppare flessibilità strategica, diversificare i mercati e reagire tempestivamente ai cambiamenti. Stonenews continuerà a monitorare e analizzare queste dinamiche, offrendo un punto di riferimento per il settore delle pietre naturali.


































