L’NSI sostiene forti protezioni per i lavoratori, chiedendo al contempo limiti di esposizione basati su evidenze scientifiche, definizioni più chiare e normative incentrate specificamente sulla pietra artificiale.
Il Natural Stone Institute (NSI) ha sollecitato il California Occupational Safety and Health Standards Board (Cal/OSHA) a revisionare il suo standard che regola l’uso della pietra ingegnerizzata, integrando limiti di esposizione più chiari e basati su evidenze scientifiche che proteggerebbero meglio i lavoratori e distinguerebbero la pietra ingegnerizzata dalla pietra naturale.
Il gruppo, con sede a Oberlin, Ohio, ha inviato i propri commenti pubblici il 30 settembre in risposta alla Petizione OSHSB 609 proposta dal Board di Cal/OSHA.
Lo standard proposto proibirebbe la fabbricazione e la lavorazione di pietra artificiale contenente più dell’1% di silice cristallina. La proposta segue la Petizione 609 del California Occupational Safety and Health Standards Board, che mira a fornire ulteriori protezioni per i lavoratori esposti alla silice cristallina respirabile durante la fabbricazione e l’installazione di prodotti in pietra ingegnerizzata.
Nei commenti presentati il 30 settembre, l’NSI ha sottolineato il proprio sostegno alla protezione dei lavoratori dalla silicosi prevenibile, raccomandando al contempo che le normative finali dello Stato si basino su prove scientifiche, distinguano chiaramente la pietra artificiale da quella naturale e forniscano ai datori di lavoro requisiti che possano essere attuati e fatti rispettare in modo coerente.
«Il Natural Stone Institute attribuisce un grande valore alla sicurezza dei lavoratori e alla fondamentale necessità di proteggere i dipendenti dalla silicosi prevenibile causata dalla silice cristallina respirabile aerdispersa», ha affermato il CEO dell’NSI, James A. Hieb, CAE, nei commenti dell’organizzazione. L’NSI ha inoltre chiesto di prendere in considerazione la ricerca scientifica e i dati sull’esposizione mentre la California sviluppa le sue normative finali.
Tra le sue raccomandazioni, l’NSI ha chiesto a Cal/OSHA di chiarire che lo standard proposto si applica specificamente a lastre e pannelli in pietra artificiale. L’NSI ha anche raccomandato di revisionare la definizione di pietra artificiale per affermare esplicitamente che «la pietra naturale, la ceramica cotta e le lastre, piastrelle e pannelli in porcellana non devono essere regolamentati come pietra artificiale».
L’NSI ha inoltre raccomandato di rimuovere i termini «quarzo» e «cuarzo» dai requisiti di segnaletica proposti, sostenendo che tali termini potrebbero essere interpretati erroneamente come un riferimento generale al minerale quarzo presente in natura, utilizzato in numerosi materiali e settori.
L’Istituto ha anche sollevato dubbi su un proposto Livello di Azione per la Pietra Artificiale (Artificial Stone Action Level) di 3 microgrammi per metro cubo (μg/m³). L’NSI ha chiesto a Cal/OSHA di fornire la ricerca o le prove mediche a supporto dei 3 μg/m³ come livello di esposizione sicuro documentato e ha notato che la soglia proposta è vicina ai livelli minimi di misurazione dei laboratori, aumentando potenzialmente la possibilità di errori di misurazione.
L’NSI ha inoltre messo in discussione un requisito di protezione respiratoria proposto che richiede respiratori con un fattore di protezione assegnato (APF) di 10.000 in determinate circostanze. L’NSI ha caratterizzato tale requisito come eccessivo e ha sostenuto che la scelta del respiratore dovrebbe invece basarsi sui rischi di esposizione noti. L’NSI ha dichiarato che la protezione APF 1.000 disponibile secondo le normative attuali dovrebbe fornire protezione a livelli di esposizione ben superiori a quelli registrati durante le visite e le consulenze di Cal/OSHA.
Altre raccomandazioni presentate dall’NSI includono:
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Chiarire quale documentazione e quali registri le aziende debbano conservare per dimostrare la conformità, comprese le situazioni in cui la documentazione non è disponibile presso il fornitore originale del prodotto.
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Restringere il linguaggio che definisce il «Livello di Azione per la Pietra Artificiale» in modo che si applichi al lavoro eseguito su pietra artificiale contenente più dell’1% di silice cristallina, anziché a una più generica «varietà di materiali».
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Chiarire cosa costituisca «piccoli aggiustamenti in cantiere» durante l’installazione. L’NSI ha messo in guardia sul fatto che un linguaggio ambiguo potrebbe inavvertitamente incoraggiare l’esecuzione di lavorazioni ad alta esposizione sul campo, dove la valutazione e l’applicazione delle norme possono essere più difficili.
L’NSI ha dichiarato che intende rimanere coinvolto nel processo normativo mentre la California valuta ulteriori protezioni per i lavoratori esposti alla silice cristallina respirabile.
«L’NSI non vede l’ora di continuare il suo ruolo nel sostenere la sicurezza dei dipendenti, la formazione e le risorse per supportare sia i lavoratori che i datori di lavoro», ha scritto Hieb. L’NSI mette molte di queste risorse a disposizione del pubblico sul proprio sito web all’indirizzo https://www.naturalstoneinstitute.org/silica/.


































