
Il mercato del marmo di Kishangarh, nel Rajasthan (India) — noto per essere il più grande del suo genere in tutta l’Asia — sta attraversando un periodo di forte instabilità. Le persistenti tensioni geopolitiche e i conflitti in Medio Oriente hanno causato un “soffocamento” delle importazioni, minacciando la redditività di centinaia di imprese.
Il colpo alle importazioni e l’aumento dei costi La crisi, alimentata dall’incertezza in Medio Oriente, ha avuto un impatto diretto sulle catene di approvvigionamento. Secondo i rappresentanti del mercato, i carichi di marmo importato rimangono bloccati in porti come quello di Dubai, con una conseguente interruzione del flusso di merci e capitali.
I commercianti devono far fronte a costi di nolo triplicati, poiché le compagnie di navigazione richiedono supplementi per il carburante e premi assicurativi aggiuntivi a causa della pericolosità delle rotte. In particolare, le spedizioni che un tempo richiedevano 25 giorni per raggiungere l’India ora ne richiedono fino a tre mesi, seguendo rotte molto più lunghe per evitare le zone di conflitto.
Stallo economico per i commercianti La situazione ha messo in difficoltà circa 180 grandi importatori della regione, che negli ultimi anni avevano investito in attrezzature tecnologiche all’avanguardia per la lavorazione delle pietre internazionali.
Le principali sfide includono:
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Capitale bloccato: Nonostante abbiano versato anticipi significativi (fino al 25% del valore), le loro merci rimangono ferme senza un calendario di consegna chiaro.
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Aumento dei costi delle materie prime: Oltre al marmo, è aumentato vertiginosamente anche il costo dei prodotti chimici utilizzati per la finitura e la lucidatura delle lastre.
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Riduzione della redditività: Il costo totale dei beni è aumentato almeno del 10%, assorbendo i margini di profitto e rendendo proibitivi i nuovi acquisti.
Conclusione L’incertezza che prevale in Medio Oriente ha trasformato la logistica in un grattacapo per gli imprenditori indiani. Se i conflitti continueranno, la mancanza di merci e il drenaggio finanziario dovuto agli alti tassi di nolo potrebbero portare a chiusure e a una significativa riduzione della produzione in uno dei settori più orientati all’esportazione dell’India.

































