Il Consiglio Comunale di Massa ha approvato i Piani Attuativi di Bacino (PAB) relativi alle aree estrattive 9 “Valsora” e 11 “Carchio Caprara Madielle”. La delibera, giunta al termine di un articolato dibattito consiliare, segna un passaggio formale rilevante per la programmazione della pianificazione estrattiva nel territorio massese.
L’atto è stato approvato a maggioranza con 21 voti favorevoli e 6 contrari. L’adozione dei Piani risponde all’esigenza di definire un quadro normativo e programmatico chiaro entro cui le aziende del settore lapideo potranno proseguire le proprie attività nel rispetto degli strumenti urbanistici comunali e del Piano Paesaggistico della Regione Toscana.
I contenuti e le finalità dei Piani Attuativi
I Piani Attuativi di Bacino rappresentano lo strumento tecnico e programmatico con cui l’amministrazione pubblica individua i volumi escavabili sostenibili, la localizzazione dei siti di estrazione e le prescrizioni operative da rispettare. L’obiettivo dichiarato dalla giunta è quello di superare le incertezze autorizzative, fornendo garanzie di continuità operativa alle imprese e, al contempo, tutelando le componenti ambientali, idrogeologiche e paesaggistiche del territorio montano.
Nel corso della presentazione del documento in aula, l’assessora con delega alle attività estrattive, Alice Rossetti, ha sottolineato la natura programmatoria dell’intervento:
«L’attività estrattiva fa parte della storia e dell’economia del nostro territorio, rappresentando una componente importante per l’economia locale e l’occupazione. I Piani servono a stabilire un quadro di regole all’interno del quale l’attività possa continuare. Non si tratta di scegliere se l’attività debba esserci o meno, ma di stabilire come debba essere programmata e a quali condizioni debba svolgersi, garantendo certezza agli operatori e rispetto della normativa ambientale.»
Prospettive per il settore e impatto sul mercato
L’approvazione dei Piani Attuativi nei bacini della provincia di Massa-Carrara riveste un interesse che supera i confini locali. Il distretto apuano rappresenta uno dei principali hub mondiali per l’estrazione e la lavorazione dei marmi apuani e calacatta, materiali destinati in larga parte all’esportazione verso i mercati internazionali dell’architettura e del design di alto gamma.
La definizione dei piani di bacino consente alle aziende estrattive locali di pianificare gli investimenti industriali su basi normative più stabili. Il percorso istituzionale proseguirà ora con le successive fasi attuative e con il monitoraggio periodico degli impatti ambientali e socio-economici sul territorio.

































