Macchine per la lavorazione della pietra: L’assenza dall’Industrial Accelerator Act dell’UE e gli equilibri del mercato globale

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L’Unione Europea sta ridefinendo la propria politica industriale attraverso misure volte a rafforzare la produzione interna, promuovere tecnologie a basse emissioni di carbonio e tutelare il mercato europeo. In questo contesto, la proposta della Commissione Europea per l’Industrial Accelerator Act (IAA) stabilisce nuovi parametri per i settori ritenuti di rilevanza strategica.

Tuttavia, la bozza dell’IAA non include i macchinari per l’estrazione, il taglio e la lavorazione della pietra naturale tra le categorie che beneficeranno di una tutela speciale. Questa decisione riflette le priorità della Commissione e definisce il quadro della competizione internazionale tra i produttori di impianti e macchinari.

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Il campo di applicazione dell’Industrial Accelerator Act (IAA)

La bozza dell’Industrial Accelerator Act si concentra su settori specifici ritenuti fondamentali dalla Commissione Europea per la transizione ecologica. Il quadro normativo prevede criteri di preferenza per l’origine europea (“Union-origin”) e requisiti ambientali per gli appalti pubblici e i sussidi, articolandosi su tre pilastri principali:

  1. Industrie ad alto consumo energetico: Produzione a basse emissioni di carbonio per acciaio, alluminio e cemento.

  2. Tecnologie a zero emissioni nette (Net-Zero Clean Tech): Batterie, fotovoltaico, turbine eoliche e materie prime critiche.

  3. Settore automotive: Veicoli elettrici e relativa catena di fornitura.

I macchinari industriali utilizzati per la lavorazione della pietra naturale — come sistemi CNC, fili diamantati, macchine da taglio a getto d’acqua (waterjet) e impianti di depurazione delle acque — sono stati esclusi dall’allegato, a seguito della scelta della Commissione di adottare un ambito di applicazione circoscritto.

Concorrenza internazionale e prospettive di mercato

L’assenza dei macchinari per la pietra dal quadro di protezione dell’IAA incide sugli equilibri di mercato nei confronti delle importazioni da paesi terzi, in particolare dalla Cina, che figura tra i maggiori produttori ed esportatori mondiali di macchinari industriali:

  • La prospettiva dei costruttori europei: I produttori di macchinari in paesi con una solida tradizione manifatturiera, come Italia, Spagna e Portogallo, evidenziano che la mancata introduzione di criteri “Made in EU” o di requisiti ambientali negli appalti pubblici lascia il mercato europeo esposto alla concorrenza delle importazioni cinesi e di altri paesi a costi inferiori.

  • La prospettiva delle aziende di trasformazione: D’altro canto, le imprese di estrazione e lavorazione della pietra naturale — comprese le grandi realtà produttive del settore marmifero — ritengono che l’assenza di restrizioni tariffarie o normative sulle importazioni garantisca l’accesso a una gamma più ampia di opzioni. Ciò consente ai laboratori e alle ditte di trasformazione di selezionare i macchinari sul mercato globale sulla base di criteri puramente economici e tecnici.

Il processo legislativo in corso

La proposta della Commissione è attualmente all’esame nell’ambito dei negoziati interistituzionali (Trilogo UE) tra il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’UE.

In questa fase, le associazioni di categoria europee stanno presentando le loro posizioni: alcune chiedono un ampliamento delle definizioni per tutelare i macchinari industriali dalla concorrenza estera, mentre altre sostengono il mantenimento di un quadro normativo concentrato esclusivamente sui settori energivori primari.

Prospettive

L’evoluzione dell’Industrial Accelerator Act evidenzia il delicato equilibrio che la politica industriale europea è chiamata a mantenere tra la tutela della produzione tecnologica interna e la salvaguardia della competitività delle imprese che lavorano le pietre naturali. Le decisioni finali delle istituzioni dell’UE nei prossimi mesi definiranno il quadro definitivo per la catena di fornitura globale del settore.

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