Il settore delle costruzioni e il comparto della lavorazione delle pietre artificiali nel Regno Unito sono in stato di massima allerta. L’Health and Safety Executive (HSE), l’autorità per la salute e la sicurezza sul lavoro, ha avviato una campagna senza precedenti di ispezioni mirate, minacciando la chiusura immediata e definitiva delle attività per i cantieri e i laboratori που non rispettano il severo divieto di taglio a secco di marmi ricomposti και quarzi (engineered stone).
Allo stesso tempo, il Dipartimento per il Lavoro e le Pensioni (DWP) ha chiarito la propria posizione di fronte alle crescenti pressioni per un divieto totale di questi materiali — sul modello di quanto fatto in Australia —, sottolineando che un bando generalizzato “non costituisce l’approccio corretto” per contrastare la silicosi.
Chiusure immediate dall’HSE per chi taglia a secco
L’HSE ha annunciato un programma ispettivo a tappeto che prevede oltre 1.000 controlli mirati nei cantieri e presso i trasformatori (fabricators) in tutta la Gran Bretagna. L’obiettivo è l’eliminazione totale del taglio, della levigatura e della foratura a secco delle superfici artificiali, procedure che rilasciano nell’aria livelli pericolosi di silice cristallina respirabile (RCS). L’inalazione di queste polveri sottili provoca la silicosi, una malattia polmonare incurabile, progressiva e spesso fatale.
Secondo la Federation of Master Builders (FMB), gli ispettori dell’HSE hanno ricevuto direttive chiarissime: qualsiasi azienda sorpresa a praticare il taglio a secco di pietre artificiali riceverà un provvedimento immediato di sospensione dell’attività (Prohibition Notice), che blocca i lavori sul posto e senza preavviso.
Brian Berry, Amministratore Delegato della FMB, ha messo in guardia contro le devastanti conseguenze economiche che una simile interruzione improvvisa può causare alle piccole imprese (penali per ritardi, perdita di contratti), sottolineando al contempo che molti piccoli artigiani potrebbero non aver compreso appieno il rigore delle nuove misure. “La silicosi è una malattia del tutto prevenibile e nessuno dovrebbe mettere a rischio la propria vita semplicemente facendo il proprio lavoro. Il messaggio è chiaro: adeguatevi subito alle tecniche di taglio ad umido o affrontatene le conseguenze”, ha dichiarato Berry.
L’alternativa del “taglio ad umido” e i dispositivi di protezione
L’HSE chiarisce che l’uso dell’acqua (water suppression) per l’abbattimento delle polveri durante il taglio, in combinazione con aspiratori industriali ad alta efficienza (Classe di polvere H) e idonei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie (RPE) con test di tenuta (face fit testing), costituisce l’unico metodo di lavoro legale e accettabile.
Il No al divieto totale da parte del Ministero del Lavoro (DWP)
Mentre i sindacati e alcune organizzazioni sanitarie chiedono al Regno Unito di seguire l’esempio dell’Australia — che ha vietato completamente l’uso, la fabbricazione e l’importazione di pietre artificiali ad alto contenuto di silice —, il governo britannico mantiene una linea differente.
Il Dipartimento per il Lavoro e le Pensioni (DWP) ha rilasciato una dichiarazione ufficiale precisando che un divieto totale non è la soluzione adatta. La posizione del ministero si basa sul principio che il rischio per la salute non risiede nel materiale in sé quando è installato (ad esempio, come piano cucina), ma esclusivamente nelle modalità della sua lavorazione.
Il governo ritiene che l’attuale quadro normativo per il controllo delle sostanze pericolose per la salute (COSHH), unito a una rigorosa applicazione delle regole del taglio ad umido da parte dell’HSE, sia sufficiente a proteggere i lavoratori. Inoltre, si teme che un divieto totale provocherebbe enormi ripercussioni sul mercato residenziale e delle ristrutturazioni, in un momento in cui la richiesta di engineered stone rimane molto elevata, mentre l’industria ha già iniziato a orientarsi verso prodotti alternativi a bassissimo o nullo contenuto di silice.


































