Una importante scoperta scientifica getta nuova luce sulla storia geologica e biologica del nostro pianeta. Un team di ricercatori coordinato dal Dipartimento di Scienze della Terra della Università di Pisa ha identificato una nuova specie mineralogica nelle cavità dei marmi apuani, aprendo nuove prospettive nella ricerca mineralogica.
La scoperta è stata resa possibile grazie alla sensibilità di un capocava del bacino marmifero di Colonnata, che ha messo a disposizione dei ricercatori un esemplare unico. Il campione è stato studiato in parte nei laboratori del Centro per l’Integrazione della Strumentazione Scientifica dell’Università di Pisa (CISUP), portando all’identificazione di un minerale completamente nuovo: il primo ioduro-metantiolato di rame mai osservato in natura.
Un minerale unico
Il nuovo minerale, con formula chimica Cu₃I(CH₃S)₂, è stato ufficialmente approvato dalla International Mineralogical Association tramite la Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification. Esso è noto in un unico esemplare, oggi conservato nelle collezioni mineralogiche del Museo di Storia Naturale della Università di Pisa.
Si presenta sotto forma di cristalli sottilissimi di colore giallo, con dimensioni inferiori a un decimo di millimetro, rendendo il suo studio particolarmente complesso.
Il minerale è stato denominato delchiaroite, in onore di Lorenzo Del Chiaro, appassionato cultore della mineralogia che ha contribuito in modo significativo alla conoscenza dei minerali delle Alpi Apuane, in particolare di quelli presenti nelle cavità dei marmi.
Una chimica straordinaria
L’eccezionalità della scoperta risiede nella sua composizione chimica inusuale. La delchiaroite combina lo iodio con una componente organica (CH₃S), una combinazione mai osservata prima, né in natura né in laboratorio.
Lo iodio, infatti, è estremamente raro nei minerali: su oltre 6.100 specie mineralogiche conosciute sulla Terra, solo 31 lo contengono come costituente chimico. Questo rende il nuovo minerale ancora più straordinario.
Una “biofirma” della Terra
La scoperta mette inoltre in evidenza una peculiarità del marmo di Carrara: il suo straordinario arricchimento in iodio. Gli scienziati ritengono che ciò sia legato alla presenza di sostanza organica nei sedimenti giurassici da cui il marmo ha avuto origine, a seguito di complessi processi geologici.
In questo senso, la delchiaroite può essere considerata una sorta di “biofirma”. Solo un pianeta che ospita la vita è in grado di generare minerali con composizioni chimiche così particolari. Essa rappresenta quindi una testimonianza della stretta connessione tra evoluzione geologica e biologica della Terra.
Nuove prospettive sulle Alpi Apuane
La scoperta della delchiaroite conferma la straordinaria geodiversità delle Alpi Apuane e offre nuove chiavi di lettura sull’evoluzione geologica dei marmi di Carrara. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Mineralogy, sottolineando la rilevanza internazionale della scoperta.


































