Il governo degli Stati Uniti si appresta a ridefinire le proprie relazioni commerciali con l’America Latina, in seguito alla proposta ufficiale dell’Ufficio del Rappresentante del Commercio degli Stati Uniti (USTR) di imporre dazi lineari del 25% su gran parte delle importazioni dal Brasile. Questo sviluppo, frutto di un’indagine durata mesi ai sensi della Sezione 301 (Section 301) del Trade Act statunitense, ha messo in stato di allerta gli importatori di materiali da costruzione e pietre naturali, dato che il Brasile rappresenta storicamente uno dei principali fornitori del mercato americano.
Il Quadro Istituzionale e le Ragioni della Decisione
Secondo il rapporto dell’USTR e del suo capo, Jamieson Greer, i dazi proposti nascono in risposta a pratiche commerciali del Brasile giudicate “irragionevoli” e restrittive per il commercio statunitense. Le contestazioni di Washington si concentrano sulle problematiche del commercio digitale, sulle condizioni di accesso al mercato dell’etanolo, nonché sulle carenze nel controllo delle normative ambientali (deforestazione) e sulla tutela della proprietà intellettuale.
L’applicazione della “Section 301” offre a Washington una base giuridica più solida rispetto ai precedenti tentativi di imporre dazi generalizzati del 50%, che erano stati annullati dalla Corte Suprema degli Stati Uniti lo scorso febbraio per eccesso di potere presidenziale.
La Lista delle Esenzioni e il “Rebus” del Quarzo
La proposta dell’USTR è accompagnata da una lunga lista di esenzioni con specifici codici tariffari (codici HTS), volta a prevenire forti pressioni inflazionistiche sulle infrastrutture critiche statunitensi e sul mercato interno. Sebbene siano escluse categorie generali come il petrolio greggio, gli aeromobili e i prodotti alimentari di base, nel settore delle pietre naturali e delle superfici solide la situazione richiede particolare attenzione da parte dei professionisti del comparto, poiché impone un trattamento differenziato per materiale:
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Quarzite Naturale -> ESENTATA: L’unica categoria di pietre naturali inclusa nelle esenzioni è il codice HTS 6802.99.00 (Other Stone). Ciò significa che la popolare quarzite naturale brasiliana eviterà il dazio del 25% e i suoi flussi verso gli Stati Uniti proseguiranno senza interruzioni.
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Quarzo Composito / Tecnologico -> SOGGETTO A DAZIO DEL 25%: A differenza della pietra naturale, il quarzo ricomposto (agglomerated stone) rientra in codici tariffari diversi del Capitolo 68, che non sono inclusi tra le esenzioni. Di conseguenza, le importazioni dal Brasile saranno interamente soggette al dazio.
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Granito, Marmo e Ardesia -> SOGGETTI A DAZIO DEL 25%: I restanti principali prodotti lapidei brasiliani sono rimasti fuori dalla lista delle esenzioni. Se le misure saranno finalizzate, gli importatori di granito, marmo e ardesia saranno tenuti a pagare il dazio addizionale.
Reazioni Politiche e Bilancia Commerciale
La reazione di Brasilia è stata immediata, con il Presidente Luiz Inácio Lula da Silva che ha espresso un forte malcontento. La parte brasiliana sottolinea che gli Stati Uniti mantengono già un significativo surplus commerciale (superiore a 14 miliardi di dollari) con il Brasile, il che rende le misure sproporzionate. Inoltre, il governo brasiliano ha sollevato dubbi riguardo alle motivazioni politiche dietro la tempistica dell’annuncio, collegandolo al più ampio clima geopolitico e alla retorica di Washington.
Cronoprogramma della Consultazione
Le misure non sono ancora entrate in vigore, poiché si sta seguendo l’iter istituzionale previsto, che rappresenta anche l’ultima “finestra di opportunità” per le imprese del settore:
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Entro il 1° luglio 2026: Termine per la presentazione di osservazioni scritte e obiezioni da parte delle parti interessate (associazioni di categoria, importatori).
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6 luglio 2026: Svolgimento dell’udienza pubblica a Washington.
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15 luglio 2026: Data limite per la finalizzazione della decisione.
Le prossime settimane sono considerate cruciali per la diplomazia aziendale (business diplomacy). Si prevede che le associazioni degli esportatori brasiliani, in collaborazione con gli organismi commerciali statunitensi, esauriranno tutti i margini di concertazione per garantire che i canali di distribuzione dei materiali da costruzione e delle pietre naturali verso il Nord America non subiscano interruzioni strutturali.


































