Il Pakistan segna una svolta decisiva nella sua strategia economica, ponendo l’industria del marmo e del granito al centro della seconda fase del Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC). Il Ministro federale Ahsan Iqbal, intervenendo al Forum di Cooperazione Mineraria Cina-Pakistan, ha lanciato un appello per porre fine ai metodi di estrazione “obsoleti”, invitando i giganti industriali cinesi a rivoluzionare il settore lapideo del Paese.
Dalle materie prime ai prodotti ad alto valore aggiunto
Il cuore della nuova strategia è il passaggio dalle infrastrutture all’industrializzazione mineraria. Il Ministro Iqbal ha evidenziato un ostacolo critico per il settore: sebbene il Pakistan vanti riserve massicce di marmo e granito — che si estendono da Turbat a Chitral — le attuali tecniche di brillamento (blasting) stanno svalutando significativamente il materiale.
“Esiste un’enorme opportunità per le imprese cinesi di investire in moderne tecnologie di taglio e lavorazione”, ha dichiarato Iqbal, sottolineando che l’obiettivo è trasformare il Pakistan in un centro globale per il marmo lavorato di alta qualità.
Logistica e Infrastrutture
Un elemento chiave per i commercianti internazionali è l’emergere di Gwadar come porto strategico. Il nuovo aeroporto internazionale e il corridoio dedicato Naukundi–Mashkhel–Turbat–Gwadar sono progettati per collegare direttamente le regioni ricche di minerali del Belucistan con il mercato globale.
Il potenziale del mercato in cifre:
- 92 minerali noti, con marmo e granito tra i più promettenti per l’export.
- Target di 6–8 miliardi di dollari di esportazioni minerarie annue entro il decennio.
- 90% delle esportazioni attuali è costituito da materiale grezzo o semilavorato: una quota che il governo punta a invertire grazie all’upgrade tecnologico.
Sicurezza e Standard ESG
Per facilitare questa nuova fase, il Pakistan si avvale del Special Investment Facilitation Council (SIFC) per garantire approvazioni rapide e continuità politica. Inoltre, il Ministro ha ribadito che lo sviluppo seguirà rigorosi principi ESG (ambientali, sociali e di governance), assicurando che il boom minerario porti benefici tangibili alle comunità locali in termini di occupazione e infrastrutture.

































