Carrara Leader nel Marmo Lavorato: Export e Investimenti in Crescita

Photo by Marco Guidi (Vecteezy)
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Oltre 600 milioni di euro di materiale esportato e 418 milioni di euro solo di marmo lavorato: sono questi alcuni dei dati più significativi emersi dal secondo report dell’Osservatorio del Marmo, presentato mercoledì 14 gennaio presso la sede di Carrara della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest. Il risultato certifica il sorpasso del distretto apuano su quello veneto, evidenziando come la qualità e l’innovazione siano diventate leve strategiche in un mercato globale sempre più competitivo.

Lo studio, realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Carrara, la Camera di Commercio, il Consorzio Zona Industriale Apuana e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con il supporto dell’Istituto Studi e Ricerche, descrive un settore che ha saputo reagire alle sfide internazionali attraverso una strategia basata sulla sostenibilità, sulla solidità finanziaria e sulla valorizzazione della filiera locale.

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“I dati confortano rispetto agli indirizzi dettati dalla nuova legge e dal piano regionale delle cave – afferma l’assessore regionale con delega alle cave, Leonardo Marras –. Il prelievo sostenibile e un incentivo alla lavorazione per consolidare la filiera territoriale restano i nostri obiettivi. Gli strumenti messi a disposizione di Comuni, imprese e lavoratori stanno funzionando. Apriamo il dibattito sugli aggiornamenti necessari alla nostra piattaforma normativa, ma con la consapevolezza di partire già da una base solida per costruire un distretto industriale sostenibile capace di generare il massimo valore aggiunto”.

Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, sottolinea la resilienza del sistema imprenditoriale: “Il ritorno alla leadership nell’export di lavorati non è casuale. È frutto di investimenti continui in tecnologia e innovazione, che hanno permesso alle nostre imprese di mantenere una redditività netta doppia rispetto alla media provinciale, attirando anche i giovani nel settore”.

La sindaca di Carrara, Serena Arrighi, evidenzia un cambiamento strutturale: “Più lavorazione e meno estrazione: questi numeri rappresentano il frutto di anni di lavoro, dalla legge regionale del 2015 alla creazione di regole certe, convenzioni con le imprese escavatrici, tracciabilità dei materiali e istituzione dell’Osservatorio del Marmo. La strada intrapresa è quella giusta, con benefici sia per il territorio sia per il valore della produzione”.

Anche l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha contribuito al report, fornendo dati sui flussi di esportazione e supportando le imprese locali nello sviluppo delle loro strategie commerciali. Paola Fusai, dirigente dell’Ufficio Adm Toscana 3, spiega che “la collaborazione rappresenta un passo importante per favorire un confronto utile allo sviluppo del settore lapideo”.

Il Consorzio Zona Industriale Apuana ha invece avviato una mappatura dell’innovazione nel settore, identificando le migliori pratiche e le opportunità per sviluppare nuovi ambiti di ricerca e tecnologia.

Numeri chiave del 2024

Secondo i dati Istat, la provincia di Massa-Carrara ha conquistato una quota di mercato del 31,1% sul totale nazionale delle esportazioni di marmo lavorato, con un incremento del 12% rispetto al 2023, pari a 418 milioni di euro. Il marmo grezzo ha registrato una crescita dell’8%, portando il totale delle esportazioni provinciali oltre i 623 milioni di euro.

Nonostante la contrazione dell’estrazione dei blocchi – ferma a poco più di 600 mila tonnellate, il livello più basso dagli anni ’70 – il valore della filiera nel 2023 ha raggiunto 1,4 miliardi di euro. Gli investimenti medi per azienda sono stati di 1,7 milioni di euro, con il settore della lavorazione a guidare la tendenza con 2,4 milioni di euro (+3% rispetto al 2022).

La redditività rimane elevata: l’utile netto medio delle imprese del settore è pari all’8,5% dei ricavi, più del doppio rispetto alla media provinciale, mentre la struttura organizzativa mostra una forte integrazione in gruppi d’impresa (43% degli addetti) e una solida governance italiana. Il 64% degli addetti lavora in aziende esportatrici, con un incremento della partecipazione giovanile del 27,9% tra il 2015 e il 2023. Anche la presenza femminile ha registrato una crescita significativa, con 552 donne impiegate nel settore nel 2023.

In sintesi, il secondo Rapporto dell’Osservatorio del Marmo mostra un distretto che non solo ha difeso la propria identità storica, ma ha rilanciato la sfida globale grazie a investimenti mirati, innovazione e una redditività sostenibile. Il sistema lapideo apuano conferma così il suo ruolo di motore economico della Toscana, capace di trasformare una risorsa naturale unica in un modello industriale di successo mondiale.

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