Esportazioni di Marmo dalla Turchia: Resilienza e Passaggio ai Prodotti Lavorati

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Le esportazioni di marmo della Turchia hanno mostrato una notevole resilienza durante il primo semestre del 2025, raggiungendo 871,8 milioni di dollari e 2,5 milioni di tonnellate. Rispetto allo stesso periodo del 2024, il valore delle esportazioni è aumentato del 4,1%, nonostante una riduzione del volume del 4,1%. Questo risultato evidenzia la capacità delle aziende turche di rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali anche in periodi di sfide.

Passaggio ai marmi lavorati

L’analisi del mix di prodotti mostra un chiaro spostamento verso i marmi lavorati, che continuano a guadagnare terreno rispetto ai blocchi e lastre grezze. Questo sviluppo riflette l’aggiornamento del profilo export turco, aumentando i ricavi derivanti da prodotti a maggiore valore aggiunto.

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Al contrario, le esportazioni di marmo grezzo continuano a diminuire. Nel primo semestre del 2025 si è registrata un’ulteriore diminuzione sia in valore che in volume, confermando la tendenza di contrazione osservata dal 2021. Nonostante la relativa stabilità del prezzo medio, le aziende turche si affidano sempre meno ai marmi grezzi per le loro attività di esportazione.

La Cina rimane la destinazione principale per il marmo grezzo, ma mostra un calo costante delle importazioni dalla Turchia. Nel periodo 2021–2025, il valore delle spedizioni è diminuito di circa il 53% e i volumi del 57%, mentre il prezzo medio ha registrato solo un lieve aumento. Questo declino spiega in larga misura la contrazione complessiva delle esportazioni turche di marmo grezzo negli ultimi anni.

Crescita dei marmi lavorati

Le esportazioni di marmo lavorato hanno registrato una crescita nel primo semestre del 2025, raggiungendo 630,5 milioni di dollari e 1,24 milioni di tonnellate. Rispetto al 2024, il valore è aumentato del 10,3%, mentre i volumi sono rimasti quasi stabili (+1,2%).

Questa crescita è principalmente legata all’aumento del prezzo medio, che per la prima volta ha superato i 500 dollari/tonnellata. Nonostante questo progresso, i prezzi turchi restano inferiori rispetto a quelli dei paesi concorrenti, con l’aumento attribuibile principalmente agli elevati costi di estrazione e produzione, ulteriormente aggravati dall’elevata inflazione in Turchia.

Gli Stati Uniti rimangono il mercato principale per il marmo lavorato, con importazioni in aumento sia in valore che in volume, superando i livelli del 2021. La domanda dalla Francia è rimasta stabile, mentre i mercati del Medio Oriente, come Iraq e Arabia Saudita, hanno mostrato maggiore volatilità, registrando cali sia in valore che in volume.

Conclusione

La performance delle esportazioni di marmo della Turchia nel primo semestre del 2025 conferma la capacità delle aziende di adattarsi a condizioni in evoluzione e di migliorare il proprio profilo export. Il passaggio ai prodotti lavorati e la crescita dei mercati ad alto valore sottolineano l’importanza strategica della diversificazione e dello sviluppo di prodotti a maggiore valore aggiunto.

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