Dal 14 ottobre 2025, gli Stati Uniti hanno introdotto nuovi dazi sulle importazioni di legname tenero, mobili imbottiti in legno e mobili da cucina e bagno, in base alla Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962. I dazi sono stati annunciati dal Presidente Donald Trump, che ha citato motivi di sicurezza nazionale e la necessità di rafforzare la produzione interna del settore del legno.
I nuovi dazi
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Legname tenero (softwood lumber): 10%
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Mobili imbottiti in legno: 25%
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Mobili da cucina e bagno: 25%
Questi dazi, entrati in vigore il 14 ottobre 2025, aumenteranno ulteriormente dal 1° gennaio 2026, salvo nuovi accordi commerciali con i Paesi esportatori:
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Mobili imbottiti in legno: 30%
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Mobili da cucina e bagno: 50%
Esenzioni e limiti massimi
Le importazioni provenienti dall’Unione Europea e dal Giappone saranno soggette a dazi massimi del 15%, mentre quelle dal Regno Unito non supereranno il 10%.
Tuttavia, Paesi come Canada, Messico, Cina e Vietnam subiranno i dazi completi, poiché non beneficiano di esenzioni specifiche.
Il Canada il più colpito
Il Canada, principale fornitore di legname tenero agli Stati Uniti, è il più penalizzato. Il nuovo dazio del 10%, in vigore dal 14 ottobre, si aggiunge ai già esistenti dazi anti-dumping e compensativi, portando il tasso complessivo a circa il 45%.
Il BC Timber Trade Council ha definito la decisione “sbagliata e inutile”, avvertendo di possibili perdite di posti di lavoro e di una ulteriore pressione sulla crisi abitativa statunitense.
Reazioni del settore e impatto sull’edilizia
Buddy Hughes, presidente della National Association of Home Builders (NAHB), ha avvertito che i nuovi dazi faranno aumentare ulteriormente i costi abitativi, in un momento in cui i tassi ipotecari e i prezzi dei materiali sono già elevati.
“La casa è fondamentale per la sicurezza economica e fisica degli americani”, ha dichiarato Hughes, criticando la giustificazione politica della misura.
Catena di approvvigionamento globale sotto pressione
Circa il 30% del legname utilizzato negli Stati Uniti è importato. Secondo Stephen Brown di Capital Economics, il nuovo dazio del 10% potrebbe aumentare il costo medio di costruzione di una casa di circa 2.200 dollari.
I principali fornitori di mobili — Cina, Vietnam e Messico — che rappresentano circa il 70% delle importazioni statunitensi, dovranno affrontare gravi ripercussioni economiche. In particolare, il Vietnam rischia forti perdite, poiché i mobili costituiscono circa il 10% delle sue esportazioni totali verso gli Stati Uniti.
Prospettive economiche e rischio inflazione
L’aumento dei costi delle materie prime e dei prodotti finiti potrebbe causare un rialzo dei prezzi delle abitazioni, una riduzione del potere d’acquisto e una maggiore pressione sul settore edilizio.
Sebbene l’obiettivo dei dazi sia sostenere la produzione nazionale, gli analisti avvertono che a lungo termine potrebbero alimentare l’inflazione e rallentare la crescita economica.


































