Il 24 marzo 2026, l’Unione Europea e l’Australia hanno annunciato la storica conclusione dei negoziati per un Accordo di Libero Scambio (Free Trade Agreement – FTA), dopo otto anni di intensi colloqui. Questo accordo è considerato una pietra miliare per il rafforzamento dei legami economici e la cooperazione strategica nella regione indo-pacifica, con l’obiettivo di eliminare i dazi su oltre il 99% delle esportazioni dell’UE.
Oltre ai prodotti industriali, l’accordo include disposizioni critiche per l’accesso alle materie prime e la protezione delle Indicazioni Geografiche. Per il settore delle pietre naturali, l’FTA è destinato a trasformare completamente il panorama delle esportazioni verso l’Oceania.
Eliminazione dei Dazi: Sollievo Immediato per la Pietra Lavorata (Cap. 68)
Il cambiamento più fondamentale introdotto dall’FTA è l’eliminazione totale del dazio all’importazione del 5% che precedentemente gravava su marmo, granito e ardesia lavorati (Capitolo 68). Le pietre grezze (Capitolo 25) entreranno ora con un dazio dello 0% fin dal primo giorno di entrata in vigore dell’accordo.
Radiografia delle Esportazioni: Il Dominio del Prodotto Lavorato (Dati 2025)
L’importanza della rimozione dei dazi nel Capitolo 68 è evidente dai dati delle esportazioni europee verso l’Australia nel 2025:
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Dati Totali: Le esportazioni di marmo dell’UE-27 hanno raggiunto un valore di 38.186.780 euro e una quantità di 14.498 tonnellate.
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Preferenza per il Lavorato: Il 96,36% del valore e il 90,48% della quantità corrispondono a marmo lavorato (lastre lucide e marmette), dimostrando che l’Australia è un mercato che richiede prodotti finiti di alta qualità.
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Quote di Mercato e Prezzi:
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L’Italia domina con una quota di valore dell’89,79%, con un prezzo medio di 3.186 euro/tonnellata.
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La Grecia segue stabilmente al secondo posto, con il 6,27% del valore e un significativo 13,77% della quantità.
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La Spagna detiene il 3,10% del valore.
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Prezzo Medio: Il prezzo medio complessivo per tonnellata di marmo lavorato è stato di 2.805 euro.
L’eliminazione del dazio del 5% su questi livelli di prezzo rende il marmo europeo immediatamente più competitivo, riducendo il costo finale per l’importatore australiano senza intaccare la redditività dell’esportatore.
Pietra Naturale: La Risposta al Vuoto del Mercato Australiano
Una coincidenza cruciale che favorisce il settore è il divieto totale delle pietre artificiali (engineered stone) in Australia, entrato pienamente in vigore dal 1° gennaio 2025 per motivi di salute pubblica (silicosi).
Questa evoluzione ha stravolto lo status quo nei settori delle costruzioni e dell’interior design. Il marmo naturale e il granito, in quanto materiali di estetica superiore e profilo ecologico, stanno emergendo come le principali opzioni di sostituzione per soddisfare la domanda di piani lavoro e superfici strutturali. Il nuovo FTA funge da “catalizzatore”, facilitando il flusso di materiali naturali europei che andranno a colmare il vuoto lasciato dal ritiro dei prodotti artificiali.
Facilitazione di Investimenti e Standard
L’accordo include disposizioni per ridurre le barriere tecniche, facilitando il riconoscimento degli standard europei di qualità e sostenibilità (es. LEED/BREEAM). Ciò significa una penetrazione più semplice nei grandi progetti edilizi dove le specifiche sono rigorose e un miglioramento delle procedure doganali attraverso la digitalizzazione.
Sintesi dei Benefici per il Settore
| Area | Vantaggio dell’Accordo |
| Dazi | Eliminazione immediata del dazio del 5% per il marmo lavorato. |
| Mercato | Vantaggio strategico dovuto al divieto delle pietre artificiali in Australia. |
| Certificazione | Riconoscimento più agevole degli standard europei (LEED/BREEAM) nei grandi progetti. |
| Procedure | Riduzione della burocrazia e digitalizzazione dei documenti doganali. |
Prossimi Passi
L’accordo non entrerà in vigore immediatamente. Seguiranno la revisione legale e la traduzione del testo, per poi passare alla ratifica ufficiale da parte del Parlamento Europeo e del Parlamento Australiano. Sebbene questo processo possa richiedere del tempo, il segnale politico ed economico è inequivocabile: l’Australia rappresenta ormai un mercato aperto e privilegiato per la pietra naturale europea.


































