Il settore dei materiali naturali e del marmo è in prima linea nello sforzo italiano di istituire le Indicazioni Geografiche (IG) per i prodotti non agricoli. Secondo i dati più recenti di Unioncamere, il settore delle pietre e del marmo è il motore principale di questo processo, con 19 candidature nazionali, di cui 4 provenienti dalla Toscana (marmo di Carrara e travertino di Rapolano).
In totale, 71 produzioni in tutta Italia – dai prodotti in marmo e pietra a ceramiche, tessuti e artigianato metallico – sono valutate per la certificazione IG, il marchio ufficiale che lega i prodotti al territorio di origine e ne garantisce l’autenticità.
La Toscana al primo posto
La Toscana guida il Paese con 10 candidature in diversi settori, confermando il ruolo strategico della regione nella protezione e promozione delle pietre naturali. L’iconico marmo Massa-Carrara resta il fulcro di questa strategia, simbolo mondiale dell’eccellenza italiana.
Come ha dichiarato Giuseppe Tripoli, Segretario Generale di Unioncamere: “Questo processo rappresenta un passo decisivo per la tutela dell’artigianato e dell’industria locali. Integrando queste denominazioni nel quadro della proprietà industriale, offriamo ai produttori uno strumento potente di riconoscimento e difesa nei confronti della concorrenza internazionale.”
Una nuova era per l’export
La certificazione IG non è solo un titolo onorifico, ma uno strumento strategico di internazionalizzazione, offrendo:
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Protezione legale contro imitazioni e usi impropri della denominazione di origine.
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Valore aggiunto sui mercati globali, poiché architetti e designer cercano autenticità certificata.
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Valorizzazione del patrimonio, collegando le tecniche moderne di lavorazione con secoli di tradizione dei bacini estrattivi italiani.
Il settore del marmo apre la strada alla piena tutela dei tesori industriali italiani, garantendo che qualità e reputazione delle pietre naturali rimangano riconoscibili e protette a livello mondiale.


































